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Impressioni 20 ottobre 2015 · lettura 1 min · 2166 letture

Stalattite

zani carlo 796 poesie pubblicate
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Esposizioni acuminate... e tra azioni di disturbo attorno delle proprie certezze in frantumi la volta... a tentoni si fugge cercando di non inciampare Chi può giudicare a chilometri distante se il verbo tace la vista latita la mente l'evasione inventa... il cuore duole di siffatto sconforto... un germoglio di vita assume l'esperienza di una morte ingloriosa
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Mai fuggire dinnanzi le proprie responsabilità...ma non esiste il giudice perfetto... chi è senza peccato...

L'autore
zani carlo

Nasco a Brescia nel marzo 1970 verso la fine(28) e vivo attualmente in un ridente paesino della franciacorta:Fantecolo(provaglio d'iseo),una ridente frazione collinare di 500 anime. Faccio di professione il commerciante Ho da poco intrapreso una mia piccola missione: quella di mettere per iscritto quello che mi ba

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Commenti (8)

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Luciano Capaldo20 ottobre 2015

Certo una grande inquietudine quella dell'autore che si pone il problema del giudicato e del giudicante. Come dire che riconoscere i propri torti e le proprie responsabilità va bene ma il giudizio, la punizione, la pena, non dimentichiamo che proviene sempre dall'uomo; essere imperfetto. Adorabile lirica che induce a grandi riflessioni e discussioni. Sarebbe bello leggere coza pensano gli altri. Io sono d'accordo con l'autore. Complimenti

Donato Leo20 ottobre 2015

Spesso ci erigiamo a giudici emettendo sentenze che a noi non spettano. Certamente colui il quale fugge dinanzi alle proprie responsabilità non è da tenere in considerazione, perché vile. A volte però si verifica che non si nutre più quella fiducia che dovremmo riporre in coloro che amministrano la legge. Certo l'imperfezione esiste ed esisterà. Ottima riflessione.

DaviD20 ottobre 2015

Leggo un curioso dubbio sulle umane vicende, di una mente aperta a non fermarsi mai alle apparenze mettendo in discussione luoghi comuni e certezze inoculate.

Anna Di Principe21 ottobre 2015

La consapevolezza non fa mai fuggire di fronte le responsabilità, però qualora ci fossero per aver sbagliato o per altre vicende nessuno può ergersi a giudice per il semplice motivo che anche chi recita sentenze non è privo di colpe e di sbagli .Giudicare è un ferire la persona, sarebbe preferibile colloquiare per stabilire pacatamente la verità. Un testo accattivante che pone punti di riflessione e ragionamento... tema e forma poetica particolarmente apprezzati.

Rosita Bottigliero21 ottobre 2015

non sempre le cose dette sono vere e mai sfuggire a quello che nella vita può essere una parola ... belle immagini, lirica ben stilata. apprezzata

Patrizia Cosenza21 ottobre 2015

Certe volte ci auto puniamo per aver detto o fatto qualcosa che ha provocato dolore, il poeta ha ben espresso il pensiero sulla responsabilità di chi fa considerazioni sbagliate o non appropriate, basta essere lucidi e obiettivi e tutto può tornare sui propri passi anche con se ci sono incomprensioni nessuno è perfetto e tutto si aggiusta, bella riflessione

Pagu21 ottobre 2015

A volte le responsabilità sono salite così irte da non capire come riuscire ad affrontarle. Si dovrebbe, ma siamo umani e la perfezione è un sogno. Il poeta ci offre un ottimo spunto di riflessione su cui fermarsi e ragionare. Un lavoro che ho apprezzato per stile e contenuto. Ottimo.

carla composto21 ottobre 2015

profonda ricerca nessun giudice é infallibile... un testo di spessore che esalta punti di riflessione che a volte proviamo con il ragionamento a considerare il mio elogio al autore e la mia stima