Il porto
Lontano le torri
pennacchi di fumo
piegati dal vento
segnalavano agli operai in blu,
il carroponte avanzava e indietreggiava
come una locomotiva impazzita;
tutto arrugginito affumicato
o sporco, nero carbone, poche luci
la terra ocra rossa lunare
pozzanghere nere olio petrolio,
nel buio rumori di ferro, una sirena
smorzata dall’umido, treno
fantasma lento__lento.
Sbuca un branco di cani
il capo si vede, nero e più grande
è in testa, si spostano a tratti veloci
come una tattica di battaglia;
un brivido un tremito di paura
sono tanti e io solo, rallento
mi passano accanto, sono tanti
sorpassandomi qualcuno mi guarda,
continuano trotterellando
spariscono
con il mio tremore
nel buio.
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