Nel silenzio della violenza
Giovanni Monopoli
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Tace il passo
nulla s’ode per i viali della vita
solo una solitaria tromba echeggia
nel pianto d’una antica musica
coll’animo che nel fragore sconquassa
e nel cuore oramai stanco... alloggia.
Nel silenzio della violenza
è lì che passa nei cieli senza voce,
lì dove l’anima la preghiera piange,
dove quel filo di rugiada sottile resta
su quelle gocce di memoria bagnate
alla ricerca della martoriata esistenza.
Tace il passo
il seme della speranza è ancor lontano
radica il timore ed è lungi a venire,
mentre tempesta indugia sulla ferita mano
con tragitti impolverati, lindi a divenire
per quel sogno ora ancora represso.
Nel silenzio della violenza
malinconico è il pervadere, recita dolorosa scena
nell’invaso dolore d’una mamma
nel pianto dirotto d’un bimbo...
l’uomo accecato è dall’odio... osceno.
Tace ancora il passo,
calpestato è nella dignità
coi fiori recisi dall’idiozia, dalla bestialità
nel silenzio della violenza... la visione
e nel canto perduto, sepolto
quel respiro ormai finito, nella polvere cessato.
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L'autore
Giovanni Monopoli
Commenti (1)
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Luciano Capaldo21 ottobre 2015
Il tema della violenza sulle donne affrontato con una sensibilità unica. Sono contento di leggere queste riflessioni e questi pensieri scritti da un rappresentante del genere maschile. L'uomo si macchia di sangue sempre di più, quello della donna che lo ama, che si fida di lui. Ma alla fine è una violenza contro se stessi perché è l'ammissione di uno stato di grande inferiorità che purtroppo non si riuscirà mai ad evitare. E' nella natura dell'uomo la sopraffazione, la guerra, la sfida come anche l'ignavia di chi potrebbe e non fa nulla. Un tema forte ci sarebbe da dire veramente tanto. Come uomo condivido il pensiero e come scrittore mi spiace di non averla scritta io.

