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Satira 23 ottobre 2015 · lettura 1 min · 2517 letture

Nubili

Francesco Rossi 1097 poesie pubblicate
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Poiché tu vedesti le forme mie e, l’orribile pensiero in scandalosi anfratti nascondesti e nel momento fatale dicesti: quanti di questi giorni ancor dovranno mirar i tuoi movimenti? Zigzagando con le parole tu vedesti forme nuove e, smossi i sentimenti sempre accesi e gaudenti. Non sai dirmi che fattezze hanno le tue incertezze per le forme e le movenze che mi venga un accidente, che non sia doloroso, colpo secco e contundente per cascare come un salame. Dalla sera al mattino sempre sto in questo stato, scaccio in fretta il pensiero ed io grido ad alta voce benedetto il nubilato.
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L'autore
Francesco Rossi

Francesco Rossi nato a Sestri Levante il 24/01/1958 Pensionato. Terminata la scuola dell'obbligo nel 1974 assunto come operaio in una ditta, nel 1976 assunto in Fincantieri dove per 35 anni ho svolto la mia professione di operaio speciallizato. E' in quei anni che si completa la mia formazione culturale con l'impegno

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Commenti (5)

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carla composto23 ottobre 2015

devo dire orginale ironica ...strappa un sorriso... letta volentieri il mio apprezzamento

Anna Di Principe23 ottobre 2015

Originale e piacevole composizione su un aspetto della vita, il nubilato, che molto spesso viene visto come sinonimo di libertà e benessere. Complimenti al Poeta.

Antonio Biancolillo24 ottobre 2015

Originalità nel suo zigzagare con le parole... tra i versi quella sottile e originale satira sul nubilato… Trasmette la giusta ironia con un piacevole sorriso… Molto apprezzata…

Giovanni Chianese25 ottobre 2015

Ironia al massimo grado in questa divertente satira dove il poeta scherzosamente rimpiange i giorni dei primi approcci amorosi, quando la donna illibata mostrava timore nel concedersi al proprio compagno. Orbene, liberatasi la donna da quel impiccio doloroso, la scena sembra ribaltarsi. Ora è l'uomo ad aver paura sotto la furia scalpitante di colpi contundenti. Tremenda ironia della sorte in questo verseggiare satira che mi ha fatto ridere all'infinito.

Diana Blancato4 novembre 2015

Nella poesia c'è una leggerezza, un'ironia, un'originalità che rinfrancano, sempre sorprendente l'autore!