Velo nero
You Don’t Know Me
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soffiò il vento sopra le sue aride labbra
nessun lamento nessun segno di rabbia
Lei venne per portarla via
le mani fredde sopra i suoi occhi
fuori un cielo nero
bussò alla porta bussò tre volte
la voce dolce il vento forte
su quel letto sembrava dormisse
il volto terreo le labbra esangui
sul petto le bianche mani
Lei la guardò il volto scuro
sopra le spalle un velo nero
negli occhi l'ombra di un pensiero
era un bambino dipinto sul muro
a chiedere per essa il perdono
gli occhi chiusi il dolore nel petto
nell'aria di rose il profumo
una lacrima scese dal viso
mentre il nero velo
che aveva sulle spalle
divenne arcobaleno
le labbra ripresero vita
gli occhi il colore del mare
il dolore si fece di pietra
bussò tre volte alla porta
sfidando l'orrida sorte
sfidò la morte
la pietra nel palmo raccolse
sul volto apparve un sorriso
un'ala spuntò dal vestito
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L'autore
You Don’t Know Me
il certo di me non potrà mai essere rimango nell'incerto * 1° aprile 1958 * you don't know me
Commenti (1)
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Stefano Drakul Canepa23 ottobre 2015
una fiaba scura, da leggere ai bambini nelle notti cupe...

