Un legame di sesso sgradito e noioso
“Son trenta volte che mi porti a letto,
ma la felicità è un’altra cosa!
Facciamo sesso, senza un po’ d’affetto
ed obbediamo ai sensi! ” disse Rosa.
Non si sentiva affatto innamorata,
perché in effetti non provava niente,
la prestazione? ... Era pilotata
per far contento Marco. Inutilmente
cercava di mostrarsi affettuosa,
ma il sentimento non aveva voce,
la recita era sempre artificiosa,
in senso pornografico, feroce.
Nel mentre Marco era proprio “cotto”,
l’amava con la gioia dell’amore
e la chiamava “dolce passerotto”,
parole che gli uscivano dal cuore.
Lui la desiderava da morire,
provava una passione incontrollata,
sognava solo lei per l’avvenire,
...la presentava come fidanzata.
Ma Rosa non vedeva in quel ragazzo
il principe che lei desiderava,
l’usava come semplice rimpiazzo
al posto di colui che lei bramava.
La loro relazione riguardava
soltanto incontri a sfondo sessuale,
però da qualche tempo lei snobbava
quell’atto di passione rituale!
Il giovane, nel pieno di un amplesso,
vedendo Rosa, apatica ed assente,
lontana dai tentacoli del sesso,
si risentì e, quasi brutalmente,
le chiese: “Hai per caso un altro amante
che ti soddisfa appassionatamente?
Perché ti sento sempre più distante,
sei fredda, sembri quasi insofferente! ”
S’alzò di scatto Rosa e gli rispose:
“Non ti sta bene niente, cosa vuoi?
Mi rendo disponibile in più pose,
t’appago tutti i desideri e, poi,
neppure mi ringrazi! Un’altra volta
ti dico “No” e rompo l’amicizia! ”
Nervosa e tesa, si vestì sconvolta.
Allora Marco in preda alla mestizia
le chiese scusa e le andò vicino,
cercò inutilmente di baciarla,
lei si divincolò, ma repentino
il giovane tentò di riabbracciarla.
La strinse a sé e la guardò negli occhi,
lei si sottrasse a quello sguardo ostile
dicendo: “Sono stanca dei tuoi sciocchi
giochetti di carattere maschile!
Ho bisogno di affetto e tenerezza,
tu cerchi di sfogar la tua passione
col sesso, senza mai una carezza!
E’ giunta l’ora della confessione:
‘Adesso ho un altro uomo che mi adora,
mi tratta come fossi una regina,
col massimo rispetto, da signora,
con lui mi sento magica e divina’! ”
Il povero ragazzo fu percosso
da grave, impetuoso turbamento,
lui era innamorato fino all’osso
e si sentiva tremulo e sgomento!
Uscì di corsa senza dir parola,
nel mentre Rosa restò lì, impacciata,
sentiva come un nodo nella gola,
...ma di quel “peso” ... s’era liberata!
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L'autore
sergio garbellini
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
Commenti (1)
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Francesco Rossi24 ottobre 2015
Leggo la poesia che offre spunti interessanti di dibattito, io sono per dare piacere e privilegio il volto estasiato e il gusto degli umori che sono il segno evidente del regalare piacere a una donna, questo poveretto non si accorge che finge il piacere e poveretta lei a svilire la sua femminilità fingendo, mi domando che cosa ci guadagna?
