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Riflessioni 24 ottobre 2015 · lettura 1 min · 2346 letture

Avorio

Patrizia Ensoli 1223 poesie pubblicate
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Un brivido gelido scende lungo la sera al tocco d’avorio. Si alza una foglia, secca, come l’aria fischia nel vento tramontando al confine corvino: lecci e cipressi vestiti di oscuro sibilano onde distanti nel tempo. Chiarore d’asfalto, intorno e dovunque: i lampioni riflettono candidi frenetiche sciarpe, calore filtrato dagli occhi. Poi, l’attesa sui tetti dei gatti - un gesto d’amore e la polvere s’alza con le foglie ormai morte. Un copione costante: a fatica si scende dal cielo per due pezzi di pane e addolora la bellezza alle spalle stellate senza un deploro o gesto diverso. Non dirmi che gli angeli hanno uno spazio di terra dentro al tuo seme. Ho perduto il senno, attendendo il raccolto.
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L'autore
Patrizia Ensoli

Solo una donna, nient’altro

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Commenti (6)

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M
Miknomi Luccio24 ottobre 2015

Ho molto apprezzato questa poesia molto bella, e meritevole. Complimenti.

Pagu24 ottobre 2015

Quante immagini dalla lunga scia in questa bella poesia. Tutto ha un malinconico sapore, ma l'intensità dei versi colpisce entrando nel nostro vivere. La parte finale è grandiosa. Complimenti alla poetessa.

rita iacobone24 ottobre 2015

Devo ripetermi, ogni poesia di questa poetessa è dedicarsi attimi di emozioni autentiche e profonde che arricchiscono chi la legge, sempre acuta nel suo osservare intorno a lei e capace nel comporre boccioli poetici.

Francesco Rossi24 ottobre 2015

Mi piace particolarmente questo modo originale di verseggiare, la foglia che si alza, lecci e cipressi sibilano onde, io sento fruscii ma questo è personale, brava la poetessa invece a mettere onde perché con il lucido asfalto si entra nel magnetismo e le onde hanno questa precisa particolarità. Ovviamente chi legge deve calarsi in un contesto non grammaticale che in ogni caso è curato e preciso.

F
Fabio Mancini24 ottobre 2015

Una chiusa fantastica che racchiude un'attesa violata, una profonda riflessione e un colpo di poesia. Complimenti.

alias Marina Pacifici24 ottobre 2015

Un inno d'amore per la vita ed una speranza di rinascita. Contemplando la natura l'Autrice coglie il senso più profondo dell'Esistenza nel perenne ciclo delle stagioni che rispecchiano le varie fasi della vita. Armoniosa e delicata poesia. Con i migliori auspici.