Mediterraneo (mare di odissee)
mino metrangolo
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Vele spiegate biancheggiano al sole,
fisso è lo sguardo davanti al bompresso
ora che Noto è tornato a dormire
sale la brama di prendere il largo
il mare benevolo accetta i tuoi remi
Scilla e Cariddi han preso il tributo
e delle sirene non s’ode più incanto.
Pensi al Cavallo che al re ha dato scacco,
e al Piede veloce a morte ferito,
agli anni di guerra che gravan le membra
a Glorie che i venti si portano in spalla.
Fiuta l’ignoto la prua fendente.
Troia è sconfitta
Penelope aspetta.
Fuggi i deserti e i roghi ai villaggi
stringendoti addosso una camicia di sogni
su questa carretta che puzza di sangue
che speri galleggi per altri tre giorni
aneli di giunger nel mondo dei bianchi
in un dolore più lieve del patrio lasciato
i mostri che temi non sono dei miti,
ma neri fratelli, che vi hanno braccati.
E il mare in burrasca chiede il suo dazio
sputa salato su ormai languidi occhi
abbraccia una donna negandola al figlio
squarcia speranze, allontana le coste...
Taccion le stelle la rotta.
L’Africa brucia, che sia prora o sia poppa
...l’inferno ti aspetta.
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mino metrangolo
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