La mia memoria
Tocco...
uno specchio di cristallo
frantumato in schegge brillanti;
ogni puro frammento guizza,
ora vicino, ora lontano,
in una ammaliante pioggia diamantina.
Io li afferro, li stringo,
ma loro sfuggono via: taglienti,
feriscono le mie dita.
Ecco a voi la mia memoria:
un debole riflesso
di una vita solitaria!
Vedo...
un raduno notturno
di piccole fiamme,
che segretamente danzano:
ed loro son belle,
ridenti e giocose,
e volteggiano scintillanti nell'oscurità.
Ma quando sorge il sole,
fuggon tutte spaventate; e la loro luce
svanisce con l'aurora.
Ecco a voi la mia memoria:
il fuoco ormai spento
di una vita di passioni!
Sento...
la voce argentina
di un marinaio che canta
al tramonto,
quando le sue dolci e amare note sono cullate
dal tremulo riflesso del mare,
e l'aria è pregna
di salsedine, di nostalgia.
Ma appena giunge la notte
le onde si infrangono, e la musica si perde
negli abissi infiniti.
Ecco a voi la mia memoria:
un vivido sole
che si spegne all'orizzonte.
Ma questa è la mia memoria:
l'ultima melodia
di un concerto immortale!
©
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