Senza uscita

"Gabbiani" - Vincenzo Cardarelli - Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo. La vita la sfioro com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo. E come forse anch’essi amo la quiete, la gran quiete marina, ma il mio destino è vivere balenando in burrasca. ^^^^^^^^^°
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Un diario intimo, l'analisi di uno stato fisico e mentale scritto con profonda intensità. Difficile aggiungere pensieri a quelli già espressi, ma si può evidenziare la corposità e spessore di un testo assai coinvolgente. Bel lavoro.
Una lirica magnifica e pregna di metafore. L'autrice si sbizzarrisce nello stilare versi eleganti e incisivi. Complimenti.
Dire "bellezza" nei riguardi di questo testo è poco... vi è in questa profonda introspezione una ricchezza superiore ed un'energia dolorosa con pensieri ed espressioni che colgono emozioni, trasalimenti di grande valenza. Sentimenti e smarrimenti che emozionano, il mio sentito elogio.
Un vuoto precipitare, un attorcigliarsi su se stessi. Un sacco vuoto che non si mantiene. Prima o poicapita di senirsi così . Occorerebbe usare la forza contraria riavvitare la vita quindi districarsi da se stessi e riempire quel sacco di vita, di amore e di interssi. Una lirica che induce a tente riflessioni ed adatta ad ogni momento della nostra vita. Molto apprezzata per struttura e per contenuto.
"e la sofferenza diventi il mio rosario sulla soglia ultima prima del perdono... A volte ci si sente interiormente a pezzi, come se l'anima fosse trafitta da una spada... Il dolore è acuto, incessante, sembra non finire mai. Il dolore dell'anima lascia più ferite di quello fisico, sono ferite difficili da rimarginare... Penso che sarebbe bene riuscire a perdonare o, perlomeno, provare indifferenza verso la persona che ha causato questo pathos. Se si riesce a perdonare penso che, col tempo, si potrà anche dimenticare...
Una poesia bella da leggere e rileggere, in cui si viene avvolti da una spirale di sensazioni inconsce e da piacere conscio nella lettura di un italiano forbito ma non eccessivo grazie al quale ogni parola si trova dove deve stare.
che bella così intensa, così sofferta e drammatica. Una poesia che ho letto con grande trasporto e rileggerò anche in futuro. Mi sento vicino al tuo sentire.
La sofferenza, non poteva essere verseggiata che in questo modo tenendo conto della sensibilità dell'autrice sempre pronta a confrontarsi, con se stessa, e attraverso l'esternazione in versi con gli altri. Trovo la poetica curata, precisa e improntata alla percezione libera del lettore a cui l'autrice lascia ampio spazio per le sue riflessioni.
La poetessa, tassello su tassello, ha composto un un grande mosaico di ottima fattura pieno di metafore. Versi che suscitano emozioni. Ottima la parte finale.









