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Morte 2 novembre 2015 · lettura 2 min · 1436 letture

Senza dignità

Daniela Dessì 1195 poesie pubblicate
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Scheletriche figure irrigidite dal freddo avanzano in file perfettamente selezionate: uomini donne bambini divisi tra loro si riconoscono nel profilo di un’esistenza che si assottiglia. Volti smagriti ossa in rilievo e un corpo debilitato non regge la mostruosa fatica. La notte ha occhi sbarrati nel buio, pensieri cancellati dal terrore di manifestarsi, parole taciute il silenzio bisbiglia con prudenza, piccole gestualità sono segni muti di intesa corrispondenza. La paura tiene in allerta costante del pericolo sempre in agguato: son vite inesistenti meccanici burattini in marcia sotto minaccia di morte con un fucile puntato alle tempie fa da vigile ombra dietro le esili scapole; cani sguinzagliati azzannano a caso, l’odore del sangue è un richiamo accresce la ferocia. Destinazione d’arrivo nei campi di sterminio segna la fine estrema va oltre la sopportazione concessa nei limiti dell’umano concepibile. Verità omesse raccontano le torture subite, la depravazione, l’odio inculcato nella mente malata diventa incubo reale, sperimentazione della malvagità sulla pelle degli innocenti, comuni genti sottratte alla normalità del vivere esposte all’oscena brutalità di empie azioni deplorevoli. Auschwitz è emblema del male incarnato in un mondo da salvare contro l'efferatezza dei crimini che da sempre uccidono la dignità dei popoli.
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L'autore
Daniela Dessì

Amo la poesia, la profondità del sentimento che ispira, quel tocco magico che vivifica ogni cosa, imprime la vita all’inanimato, nobilita l’effimero inconsistente che si confonde col nulla. Forse si nasce poeta o forse no, pochi lo sono veramente col cuore, hanno la capacità di leggersi dentro e guardare al mondo

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Commenti (7)

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Luciano Capaldo2 novembre 2015

La guerra un mostro che genera mostri e mostruosità. Un pensiero, qeullo della Poetessa, degno di ammirazione e condivisione specie in un momento come quello di oggi sempre più tempestato da guerre ed orrori. Molto apprezzata per struttura e contenuto. Eleganza e sensibilità dell'autrice al primo posto.

Umberto De Vita2 novembre 2015

Un crimine non è né di serie A, né di serie B. mostri travestiti da uomini uccidono senza pietà nelle guerre ed anche in pace. L'autrice con questa lirica dimostra molta sensibilità. Complimenti.

Alberto De Matteis2 novembre 2015

Una lirica ben costruita e dalle immagini struggenti, che prendendo lo spunto dal grande significato della giornata odierna, la commemorazione di tutti i defunti, spazia in un ambito ben più ampio, come quello delle guerre, di ogni guerra, che tante stragi di vittime innocenti hanno compiuto e continuano a compiere ancora oggi. È un ottimo testo per forma e contenuto.

rita iacobone2 novembre 2015

La deportazione di esseri umani che nel passato non troppo lontano ha annullato ogni dignità calpestando con crudeli sevizie uomini donne e bambini riaffiora oggi nelle tragiche immagini dell'esodo di tante persone che fuggono dagli scenari di guerra e di torture. Coloro che governano gli Stati non contemplano nei loro tatticismi l'essere umano in quanto tale ma solo come zavorra per i loro scopi. Anche quella di oggi è un orrendo soppruso che vede soffrire e umiliare tanta gente innocente e ignara. Lode alla poetessa per questo suo lavoro di profondo spessore.

Pagu2 novembre 2015

La descrizione di uno sterminio, di una violenza inaudita che ancora oggi non ci sembra possibile. Eppure tutto questo è successo, tante le persone morte di fronte a un mondo che non voleva rendersi conto di quello che stava capitando. E' un dovere ricordare, per coloro che sono morti e per fare in modo che mai più debba succedere. La poetessa ci scrive una lirica forte e incisiva. I suoi versi fanno sanguinare ferite che mai si sono chiuse.

Grazia Denaro2 novembre 2015

Le deportazioni del passato, le sevizie, le morti barbare che hanno sterminato oltre sei milioni d'ebrei, si possono comparare all'esodo d'un'intera nazione che si sta riversando in Europa, cercando di salvarsi la vita da guerre barbare, instaurate in nome di una falsa e distorta religione a piacimento di gente senza Dio che non ha niente a che vedere con quella vera che distrugge ed uccide i propri fratelli senza misericordia. Questa è una nuova guerra barbara che dovrebbe essere combattuta da nazioni che hanno la potenza per poterlo fare. Ma se stiano a ben vedere, sono coloro che hanno scatenato per i propri interessi questa orrenda carneficina. Lirica apprezzata per contenuto e forma.

Grazia La Gatta2 novembre 2015

Giusto ricordare in questo giorno dedicato ai defunti coloro morti, dopo tante atrocità, per un odio ingiustificato. Bella e profonda lirica. Apprezzata.