Un altro novembre
Patrizia Ensoli
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Corre sull’altopiano il vento
dove a me pare uguale a ieri
quel frantoio di odori nei rami quasi spogli:
scricchiolanti e dispettosi
m’ingombrano i pensieri di carezze
senza sospettarlo, soffia al cuore
un mite autunno ormai disperso.
Tu, vent’anni e un volto, lontano vago:
cinguetti un mattino terso
d’olivi, verdi mani e canti
- raccolta quieta sulle gote rosa
sospese in me, bacca rigogliosa.
Son qui, dinnanzi ai prati
torno e vado astratta nella mia lentezza
succosa di distese toccandomi la bocca.
Si piega al vento, al di là del fosso
un orfano di giunco, flessuoso e scarno.
Tutto è cambiato, anche il vento:
resta solo una voce scritta su un punto di bellezza.
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Commenti (3)
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Fabio Mancini2 novembre 2015
Bei versi che scorrono tra leggerezza, sensualità ed un senso un po' misterioso da cogliere. D'altra parte se la poesia non avesse un po' di magia e fascino non sarebbe più poesia. Piaciuta molto. .
rita iacobone2 novembre 2015
C'è così tanta delicata poesia fra queste righe colorate di un tempo autunnale malinconico ma pur tuttavia portatore di intense emozioni del cuore.
Jibi3 novembre 2015
Toccante Poesia e soprattutto coinvolgente la serenità d’animo che vi si legge nel ricordare spensieratezza e felicità di un periodo che ha lasciato, pur nel cambiamento, una scia indelebile nel tempo. Ogni verso arricchisce di immagini bellissime e vivide, la grande tela della vita che scorre…


