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Introspezione 2 novembre 2015 · lettura 4 min · 993 letture

La Ballata delle Ombre della Notte

Massimiliano Zaino 1199 poesie pubblicate
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Ombra dell’ombre, regina, oh tu, Notte; ombre dell’ombre regina, oh tu! È un Sogno! E la civetta l’udito mio ascolta, che si lamenta in canti funerari, e l’ululato del lupo del bosco che il mio animo impietrisce in tanta angoscia, donde io non sento che ansie sempiterne. E lungo l’orizzonte la montagna è avvolta che tanto io adoro, e la sua valle, e i cari miei valichi di nebbie in nebbia; e fosco m’è l’occhio che non vede, e trema. Poscia si spèngono anche le ultime lanterne. Ombra dell’ombre regina, oh tu, Notte: così è la Luna che risplende, è il Fato scolpito su una pietra taciturna, Re degli abissi più irrequieti e immensi; e io lo temo perché è un sogno. - Oh cuor mio: forse rimembri le trascorse grotte!... e l’Alpe avvinta a un fiore immacolato d’un muto volto; e l’alba svelta e diurna, e i nembi che la salutano, incensi dei campanili e che salgono a Dio. Ombra dell’ombre regina, oh tu! è un Sogno: e così presto è venuto il mattino a ridestarmi alla Vita scomposta; e alfine m’è di pena questo mare di ignote cime, e di freddi torrenti. Ma i miei ricordi trapassano lenti, e li sento: che vogliono gridare come un Titàno che agli Dei si prostra, e preso e umiliato da un truce Destino; e... e ancòr questo Verbo: è tutto un Sogno. Ombra dell’ombre regina, oh tu, Notte: il ciel è oscuro, e grida il Ghiridòne, come un lupo affamato di sepolcri. E era un sogno anche colei, e il suo mistero, tàcita roccia, e volto di fanciulla; e sono chiome in me scolpite e immote, ‘ve per il vento urlano una canzone: labbri femminei che cantano sciolti; e il crepuscolo giunge, ed è più nero. All’orizzonte i monti miei; e poi è il Nulla. Ombra dell’ombre regina, oh tu! è un Sogno: i rammentati ruscelli, e le cime, e infestano il mio cuore. E Ora è sublime che appèn preludia l’insensato sonno. E il vìver si risolve in spettri ombrosi, dove è il singulto che regna i pensieri miei, e i miei sì sovvenuti sguardi, e erosi ciottoli antichi di vecchi sentieri. Ma nel cielo le stelle come ceri brillano fioche, e la Notte è immortale. E il mio sognàr vagabonda fatale: e l’occhio che urla è qui sempre più insonne. Oh iride mia, convulsa nel tuo sonno! Oh mie membranze! Oh valli scoscese e ime! La Notte trionfa; e ripetono le cime: ombra dell’ombre regina, oh tu! è un Sogno! E poi nessuno m’ha detto mai chi era questa mia giovinetta, e il suo dolore. So che era come un’ombra: fu e scomparve. E interminabile era la mia steppa, e sognante e tetra, e era il mio Sentimento. Forse ho perduto la mia Primavera: i pioppi in foglie, e lì, i fienìl in fiore. Ma no! Furono solo le mie larve; e ora lo intendo che qui me ne accenna l’autunnale e furioso e freddo vento. E tutto è sogno: Vita, Cuor, Tormento!
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L'autore
Massimiliano Zaino

Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori

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