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Sociale 3 novembre 2015 · lettura 1 min · 1477 letture

Dell'andar perduto

Calogero Pettineo 655 poesie pubblicate
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Di continuo lo zefiro più possente soffia e a ciascuno sospiro, il piovasco soffoca là, sul frammento in declino che, graffia col suo lambir delle onde e l'aria, roca E mentre il viale sfiorisce, egli s'accascia consumato sulla panchina con voce fioca e un rosario nelle mani colmo d'angoscia che scherza con la vita e la morte invoca Ho visto sfocare come un lume la sua foggia il tutto appetitoso per un articolo di cronaca diranno di averlo visto, con la faccia gonfia là, fermo sulla spiaggia dove l'anima infoca
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Calogero Pettineo
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Commenti (1)

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Rosetta Sacchi3 novembre 2015

Non è facile parlare della triste dura realtà, rappresentarne tutta la crudezza, con una compostezza di sentimento, con una elevata espressione emotiva che, mentre coinvolge gli animi, resta ad un livello più alto, non in senso di distacco, ma per obbedire a quell’intima esigenza di denunciare una condizione sociale al limite, ed attuale. Non vedo in questa poesia una semplice trattazione d’un tema a contenuto sociale, come spesso m’accade di riscontrare, ma una partecipazione viva dell’autore a questo “sfiorire” dell’umana esistenza, in solitudine e tristezza (per la cronaca, un titolo come un altro…)