Il bosco di betulle
Fuggi, nel bosco di betulle
i rami protendono le mani;
fuggi, il passo si fa molle
al ringhio famelico dei cani.
T'accasci sulla gelida terra,
preghi invano che si spalanchi
fuggi, ma il terrore ti afferra;
non chiudere gli occhi stanchi.
Come cedono gli esili tronchi
ricordi l'eco straziante dei tonfi,
delle grida e degli arti monchi;
non chiudere gli occhi gonfi.
Puoi sfiorare il cielo con le dita
ma ti fermi, al finire della selva.
Dal filo spinato, trafitta e tradita,
pende il frutto che sfama la belva.
Cadi stanca tra le cadute foglie
sarai legna da ardere al rogo,
di lacrime nutri le tue spoglie
invano, ne fiorirà solo fuoco.
Per gli orrori da voi sopportati
sia a voi la terra nei fossi lieve,
per i corpi dalla morte strappati
sia a noi il vostro ricordo greve.
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L'autore
Elizabeth Nightley
Eccomi. Sono una ragazza qualsiasi, nata un giorno qualsiasi (con molti nove), che trascorre una vita qualsiasi e tra questi qualsiasi-qualsiasi-qualsiasi senza fine, a volte spunta una poesia. Anche quella qualsiasi, certo, ma le poesie hanno un quel qualcosa in più che c'è e basta e nonostante cerchi di capire il pe
Commenti (2)
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DaviD4 novembre 2015
Una poesia di uno spessore incredibile. Per il contenuto, per l'originalità, per la capacità dell'autrice di riuscire a raccontare questa storia. Un lavoro fantastico, curato nei minimo dettagli.
Francesco Rossi5 novembre 2015
Un gran contenuto che vale la pena di leggere e rileggere, un tramandare memoria e conoscenza attraverso la poesia. Un dispensare conoscenza da parte dell'autrice.

