Dentro me
Bruno Leopardi
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Trema la penna
mentre gli occhi abbassano
palpebre stanche del nulla e del tutto
non sa di dolce ma neanche di amaro
il verso racchiuso in uno spazio
che non ha lati,
esso s'addensa
nel perimetro aperto del solo tempo.
Assurgo al vero ma il falso preme,
conchiglie di nuove maree
non trovano spiagge da inumidire
mentre il giocare
diventa sottile tentare d'essere nell'apparire:
fummo cassandre che ammainarono vele già
ormai strappate da mille tempeste.
Adesso,
come se fosse lievito madre che torna a madre terra,
rompono gli argini
e straripano inarrestabili pensieri e azioni,
si bagnano gote di umido sale:
grandine e chiodi per non andare,
chiusi in paltò impoveriti di giorni di gloria ormai passati.
Gli occhi restano attenti ma a corto di sogni,
le stelle ormai son quasi tutte spente.
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Bruno Leopardi
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