Tenace ulivo
mino metrangolo
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Affondi in un campo
ràdiche possenti
guerriero schierato
frusciando
narri a te storie di centenaria memoria
fiero di graffi titanici
che solcano la scura corazza
di un corpo che storpio esalta bellezza.
Ricordi saette che t’hanno ferito
e spari ingoiati
per far scudo ai briganti
poi caduti
e appassiti
all’ombra di fronde copiose
e gravide olive.
Un cappotto di neve di una ciclica moda
da rimpiangere nelle torride estati
su legno grinzoso
come argilla spaccata
come nuca rugosa
e sudata
di operanti vigori
che spingevano aratri
e battevan la terra.
E tra intreccio di rami
che aspirano al sole
sarcofaghi appesi
di cicale ormai spente
mentre al vento
concedi la chioma canuta
e lo catturi
forse...
per l’ultima volta.
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mino metrangolo
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