The day after me

Sono felice di vivere in modo semplice ed esemplare come il sole, come il pendolo, come il calendario. Marina Cvetaeva
Commenti (11)
La poetessa in questa suggestiva ed originale lirica costruisce, versificando, un percorso "The day after me " particolarmente articolato, non tralasciando di certo i sentimenti per le persone che ama .L'Autrice con un linguaggio ricco di metaforicità e slarghi allusivi, dà spazio ad un ventaglio di emozioni e sensazioni Le immagini incantano per la superba corposità e nel contempo scorre in tutta la lirica il tempo prestato dalla morte e la precarietà della vita. Plauso.
Un incantevole viaggio molto complesso ma ricco di immagini e metafore che sorprendono davvero il lettore, non nascondo talvolta costretto a documentarsi. L'originalità di questa lirica risiede proprio in questa offerta vasta di situazioni dalle quali scaturiscono sentimenti ma anche l'ironia dell'autrice. Come sempre ha saputo con grande umiltà offrire un testo di una fluidità musicale attraente in cui si parla della morte in maniera disincantata come un dono quasi rispetto ad una vita in genere senza infamia e lode come egregiamente scritto nella chiusa. Un testo bellissimo
Perché questo migrare... perché il legame con una terra a noi così lontana... perché un testamento scritto così prematuro ed incompleto... una poesia che colpisce... con una forza evocativa non indifferente...
Un viaggio in mondi lontani e affascinanti, un viaggio dentro i pensieri e un viaggio del corpo nel dopo la vita. Una poesia ricca di metafore e belle immagini perché la bellezza è anche dentro di noi, ma troppe volte è proprio l'assenza a far capire agli altri il peso del vuoto. Un lavoro a tratti complicato che va letto più volte, perché ognuno di noi può trovare all'interno di questi versi qualcosa di suo, qualcosa di personale e qualcosa d'immenso. Io ho trovato tanto di me.
Poesia ricchissima di cultura e immagini originali e di consapevolezza. L'ascensore tace, immagine di una poetica moderna fuori e sopra gli schemi
Ricca di metafore originale ben scritta... liric che prende il lettore regala do un'infinità d'emozioni. ...il mio sincero elogio
Un incantevole e pregevole autoritratto/testamento in cui l'autrice ci conduce. Voliamo fra le righe nel suo mondo, nella sua quotidianità come nella sua anima... A chi se non al figlio lasciare quel ritratto di sé perché possa scoprirla oltre ciò che è visibile? Una splendida poesia dove la morte non ci appare come quel lugubre ignoto ma possibilità di essere ciò che in definitiva aneliamo essere... quell'aria e libertà, con la consapevolezza sdrammatizzante di essere, ognuno di noi, uno "scarabocchio dell'eterno".
La trovo bellissima. Molte suggestioni dai viaggi e dalle letture probabilmente compiute dalla poetessa, molta intimità e quotidianità, una sorta di disamina della propria vita e un tipo di testamento spirituale che ha nella chiusa, splendida, il proprio senso: la vita continua sempre e comunque, con o senza di noi, è più forte di noi, ci oltrepassa, va oltre. Poesia molto piaciuta ed apprezzata!
Una mamma che non sa preparare i budini ma lascerà a suo figlio immagini, pensieri, parole di donna amorevole, un magnifico scarabocchio dall'anima piena di luce. Sono commossa... ci scappa la lacrimuccia.
Poesia suggestiva per la bellezza dei viaggi descritti attraverso un percorso lineare che si snoda lungo diverse tappe, un girovagare dell'anima che poi si conclude con la morte che riduce la nostra essenza al nulla, tutto ciò che abbiamo fatto non è che effimera parvenza di una vaga esistenza circoscritta nei limiti del precario.
wowww l'autrice, immaginando un 'giorno dopo' si ritrova a viaggiare come su ali d'aquila per donare all'amore tutto il mondo che ha saggiato nel suo rapporto con l'altro da sè. Grazie e complimenti











