Parole sporche
Claudio Trabuio
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Parole sporche ho urlato come pietre scagliate in acqua,
dita racchiuse in un pugno stringono se stesse.
Denti digrignano la rabbia che c'è in me,
cuore sfiancato da un'attesa infinita, senza tregua.
Occhi bramosi di vedere una meta che mai raggiungerò.
Mi ami guardandomi morire e non so il perché,
hai il mondo sulle spalle ma hai dimenticato proprio me.
E intanto il mondo scorre e io lo guardo impietrito, basito...
aspettando inutilmente che le tue labbra pronuncino
- ti amo! - ...e il mio nome.
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L'autore
Claudio Trabuio
Commenti (2)
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Anna Rossi7 novembre 2015
Un soffrire d'amore immenso trasmesso in versi toccanti e struggenti, molto bella. Lodi all'autore
Daniela Zarriello13 novembre 2015
Se amare ed essere amati é il nostro senso a questa esistenza è qui, in questa lirica potente, che se ne coglie la forza travolgente e la rabbia, la delusione per quel - ti amo- non detto, sottinteso e forse troppe volte scontato.


