Das Freyalied - La Canzone di Freya: Invidia e Ira. Bellezza e Odio. Il Monologo
Massimiliano Zaino
1199 poesie pubblicate
+ Segui

Ygdrasìl ora è cupo, e solitario,
e ogni Norna or è andata altrove, all’antro
della sacra betulla; e lì il sudario
del Destino si tesse. Ma Erda accanto
alle più tetre frasche e immota e muta
al vìl tronco si regge, e grida. Tanto
or è ferita dai decreti; e cruda
già si muove a vendetta, empia... iraconda,
e la Tempesta che si placa scruta.
Chiama una nube; e vi specchia: la bionda
chioma, e il giovine volto, e il corpo ameno,
primigenia bellezza. E affonda... e affonda
nel mar dell’ira e dell’invidia; e il seno
per specchiarlo si spoglia, e il ventre, Dio
delle Stirpi divine, e Genio. Osceno
è l’ombreggiàr del suo corpo, che è fio
d’uno scorno inatteso; e quasi informe
è questa sua bellezza. E grida: «Oh mio
cuore di Donna suprema, ingannato
tu sei; e tu... tu, svanisci, oh nube folle,
mentitrice assoluta, oh specchio bruto!
Tu che mi mostri le bellezze mie,
quando v’è altra Bellezza che è più degna,
muori! Sparisci! Oh ladro di mia quiete!».
E piena d’ira, il peplo si è strappato,
e come un lupo, ella ulula su un colle,
e dal suo labbro, quasi scende un sputo.
Osserva... e osserva le irrequiete vie
delle civette, e la Notte che regna;
e di vendetta e di Morte Erda ha sete.
È un Mostro, Furia d’un Occhio ribelle,
Spettro del Fato; è una donna convulsa
dal sogno infranto di regnàr sul Mondo;
e chiama i nembi, e vi si specchia, e ingiuria,
e li allontana, e li richiama, e guarda,
perfettamente legge in ogni nube,
e sempre trema; e non scorge che Freya,
cimba vivente sui flutti del Reno,
lì, tra le Ninfe, sciagurate al cenno
della Sorte nascosta ai loro corpi:
non vede che la bianca e dolce pelle
della Dea per la qual ode ripulsa,
e il volto bello, e il suo labbro giocondo,
le guance belle... e s’infuria... e s’infuria;
e la boccuccia giovine e maliarda,
e il ventre puro, e i fianchi, e il casto pube, e
le gambe belle. Ed Erda quasi abbaia!
E scorge la sua schiena, e il fresco seno...
e va... e va... e va a infuriarsi. È fuor di senno!
E i suoi sogni supremi sono morti.
Ma quel che ‘l più spaventa e ‘l fa dolère
è il sapèr dell’arcano e oscùr Potere.
«Io son la Dea, la Prima delle Schiatte,
e nessun Dio più di me è forte, e esiste.
E io ho il nome: Madre; e reggo e Norne e Fato,
e Tutto a me si piega e si costerna;
ed esse le mie Figlie dìcon questo:
che Freya è Bellezza superiore, e un Nume
di me più eccelso nel suo cuor s’incarna,
un Potere a me ignoto. Egli! Immortale
quando nel Regno mio anche gli Dei han fine!
Oh del Destino parole empie e matte! E...
e io già lo sento: è un Dio che mi sussiste, e
che nel mio cuore ora non è che odiato.
Egli mi fece... Oh arroganza superna!
No, Dio... Dio mio! No!... Son lo Spettro mesto
che il Tutto ha ordito, e che irradia di Lume
la tua Natura, sì finita e scarna,
e che rivela al Vivente il fatale
decreto del Destino. E Tu, Sublime
chimera, oh Tu, spauracchio d’uno Gnomo
credulone e gaudente, ascolta l’ira
d’una tua Donna, ingannata e reiëtta,
cui hai ben nascosto e il Vero, e il Male e il Bene,
Tu, sapendo che creo ogni cosa! Ascolta!
Vada il tuo Amore nel Caos primordiale,
la tua Bellezza crolli, e Freya svanisca;
e la mia Possa ti premerà! Morte
giuro e Vendetta! E contro Te già tuono,
e contro i Vivi il mio Spettro si aggira,
e contro la tua Stirpe maledetta,
e pel mio trionfo bramo laide cene.
Vedi, oh Superno! Già nell’ira avvolta
strùggere voglio il tuo Mondo gioviale;
e Freya, la bella... e Freya sarà una lisca
che affogherà nel Reno. È la sua Sorte!».
Erda! Erda! Oh Erda! Ah perché così tu ingiuri?
Anche i tuoi Fati saranno più oscuri. E
Erda ingiuriando svanisce nel Nulla.
Oh Freya! Oh Misera! Oh Dea! Oh bella Fanciulla!
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Massimiliano Zaino
Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Stefano Drakul Canepa10 novembre 2015
stupenda, una dimostrazione di maestria ...un piacere leggerla, e declamarla. Grandiosa

