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Fiabe 10 novembre 2015 · lettura 5 min · 1416 letture

Das Freyalied - La Canzone di Freya: Invidia e Ira. Bellezza e Odio. Il Monologo

Massimiliano Zaino 1199 poesie pubblicate
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Ygdrasìl ora è cupo, e solitario, e ogni Norna or è andata altrove, all’antro della sacra betulla; e lì il sudario del Destino si tesse. Ma Erda accanto alle più tetre frasche e immota e muta al vìl tronco si regge, e grida. Tanto or è ferita dai decreti; e cruda già si muove a vendetta, empia... iraconda, e la Tempesta che si placa scruta. Chiama una nube; e vi specchia: la bionda chioma, e il giovine volto, e il corpo ameno, primigenia bellezza. E affonda... e affonda nel mar dell’ira e dell’invidia; e il seno per specchiarlo si spoglia, e il ventre, Dio delle Stirpi divine, e Genio. Osceno è l’ombreggiàr del suo corpo, che è fio d’uno scorno inatteso; e quasi informe è questa sua bellezza. E grida: «Oh mio cuore di Donna suprema, ingannato tu sei; e tu... tu, svanisci, oh nube folle, mentitrice assoluta, oh specchio bruto! Tu che mi mostri le bellezze mie, quando v’è altra Bellezza che è più degna, muori! Sparisci! Oh ladro di mia quiete!». E piena d’ira, il peplo si è strappato, e come un lupo, ella ulula su un colle, e dal suo labbro, quasi scende un sputo. Osserva... e osserva le irrequiete vie delle civette, e la Notte che regna; e di vendetta e di Morte Erda ha sete. È un Mostro, Furia d’un Occhio ribelle, Spettro del Fato; è una donna convulsa dal sogno infranto di regnàr sul Mondo; e chiama i nembi, e vi si specchia, e ingiuria, e li allontana, e li richiama, e guarda, perfettamente legge in ogni nube, e sempre trema; e non scorge che Freya, cimba vivente sui flutti del Reno, lì, tra le Ninfe, sciagurate al cenno della Sorte nascosta ai loro corpi: non vede che la bianca e dolce pelle della Dea per la qual ode ripulsa, e il volto bello, e il suo labbro giocondo, le guance belle... e s’infuria... e s’infuria; e la boccuccia giovine e maliarda, e il ventre puro, e i fianchi, e il casto pube, e le gambe belle. Ed Erda quasi abbaia! E scorge la sua schiena, e il fresco seno... e va... e va... e va a infuriarsi. È fuor di senno! E i suoi sogni supremi sono morti. Ma quel che ‘l più spaventa e ‘l fa dolère è il sapèr dell’arcano e oscùr Potere. «Io son la Dea, la Prima delle Schiatte, e nessun Dio più di me è forte, e esiste. E io ho il nome: Madre; e reggo e Norne e Fato, e Tutto a me si piega e si costerna; ed esse le mie Figlie dìcon questo: che Freya è Bellezza superiore, e un Nume di me più eccelso nel suo cuor s’incarna, un Potere a me ignoto. Egli! Immortale quando nel Regno mio anche gli Dei han fine! Oh del Destino parole empie e matte! E... e io già lo sento: è un Dio che mi sussiste, e che nel mio cuore ora non è che odiato. Egli mi fece... Oh arroganza superna! No, Dio... Dio mio! No!... Son lo Spettro mesto che il Tutto ha ordito, e che irradia di Lume la tua Natura, sì finita e scarna, e che rivela al Vivente il fatale decreto del Destino. E Tu, Sublime chimera, oh Tu, spauracchio d’uno Gnomo credulone e gaudente, ascolta l’ira d’una tua Donna, ingannata e reiëtta, cui hai ben nascosto e il Vero, e il Male e il Bene, Tu, sapendo che creo ogni cosa! Ascolta! Vada il tuo Amore nel Caos primordiale, la tua Bellezza crolli, e Freya svanisca; e la mia Possa ti premerà! Morte giuro e Vendetta! E contro Te già tuono, e contro i Vivi il mio Spettro si aggira, e contro la tua Stirpe maledetta, e pel mio trionfo bramo laide cene. Vedi, oh Superno! Già nell’ira avvolta strùggere voglio il tuo Mondo gioviale; e Freya, la bella... e Freya sarà una lisca che affogherà nel Reno. È la sua Sorte!». Erda! Erda! Oh Erda! Ah perché così tu ingiuri? Anche i tuoi Fati saranno più oscuri. E Erda ingiuriando svanisce nel Nulla. Oh Freya! Oh Misera! Oh Dea! Oh bella Fanciulla!
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L'autore
Massimiliano Zaino

Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori

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Commenti (1)

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Stefano Drakul Canepa10 novembre 2015

stupenda, una dimostrazione di maestria ...un piacere leggerla, e declamarla. Grandiosa