I tuoi chiodi, a chi?
Saverio Chiti
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I tuoi chiodi, a chi?
Mio Signore...
poiché non è chiaro chi mai
dovrà appuntarli in tua assenza
e su quali mani dovrà usarli
con tanta veemenza
I tuoi chiodi, a chi?
Forse ha chi già soffre
e si aspettava la bontà
oppure anche solo un momento di giustizia
e invece con mestizia
deve ancora soffrire per le ferite della mancata verità
I tuoi chiodi, a chi?
Non vedi a chi son stati piantati
nel più totale disprezzo
di quell’amore
che anche tu, mio Signore
ci proponevi come la vittoria sul male
I tuoi chiodi, a chi?
Forse per un attimo hai distolto lo sguardo
e non hai visto l’orrore...
eppure tu sei amore
così come fonte d’eterna pace
mentre lei ora giace, senza una ragione
I tuoi chiodi, a chi mio Signore?
Sono solo un povero padre
che non meritava il dolore di una figlia,
mentre il meschino è aiutato
da chi in questa vita è l’umana giustizia
senza comprendere l’amarezza di una famiglia
I tuoi chiodi, a chi?
È con meraviglia che apprendo l’assurdo contesto
che ha evidenziato in conclusione
che chi fa del male
accettando d’esser subito processato
ha poi quasi libera uscita
I tuoi chiodi, a chi mio Signore?
A te lo chiedo...
e all’attesa di una logica risposta
or mi appresto.
©
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L'autore
Saverio Chiti
“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad
Commenti (1)
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Francesco Rossi11 novembre 2015
Bello questo incedere poetico, una domanda accorata, sospinta dalla sensibilità, la risposta credo che non arriverà.

