Non c'è
Da come passa e non duole mi matura
sarà la cecità forzata anche dei sensi
che per sorbire i tuoi soprusi ha messo casa
una calce fitta e una gettata
di vomito e lacrime edificante
solo limiti, fragilità e pochezza
a me, che vedevo solo sterminati spazi.
Scelgo la fuga ancora da chi è arido
e in un deserto di lacrime ti abbandona
stai comodo nei tuoi pertugi
io corro fra i campi,
e mi pungo, e mi ferisco, e vivo
finalmente
©
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L'autore
Silvia Gotti
Sono di Prato nata nel 75 In questo mio breve viaggio tormentato lo scrivere mi ha sempre reso piu' serena,esprimere qualcosa di me che non tutti sanno cogliere.Mi piace tutto ciò che e' arte tutto quello che e' espressione di sè,per questo canto dipingo e sono stilista di professione.Se quel che scrivo vi suscita anch
Commenti (1)
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DaviD12 novembre 2015
Non è autolesionismo. Le spine e le ferite sono i dolori che un essere umano consapevole è pronto ad affrontare per lasciare qualcosa che lo tiene in gabbia. Il masoschismo è restare nella gabbia. Molto apprezzato e condiviso il tema, scritto con ottime metafore, ottimo lavoro, sentito e ispirato.
