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Introspezione 12 novembre 2015 · lettura 1 min · 1308 letture

Non c'è

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Silvia Gotti 467 poesie pubblicate
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Da come passa e non duole mi matura sarà la cecità forzata anche dei sensi che per sorbire i tuoi soprusi ha messo casa una calce fitta e una gettata di vomito e lacrime edificante solo limiti, fragilità e pochezza a me, che vedevo solo sterminati spazi. Scelgo la fuga ancora da chi è arido e in un deserto di lacrime ti abbandona stai comodo nei tuoi pertugi io corro fra i campi, e mi pungo, e mi ferisco, e vivo finalmente
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L'autore
Silvia Gotti

Sono di Prato nata nel 75 In questo mio breve viaggio tormentato lo scrivere mi ha sempre reso piu' serena,esprimere qualcosa di me che non tutti sanno cogliere.Mi piace tutto ciò che e' arte tutto quello che e' espressione di sè,per questo canto dipingo e sono stilista di professione.Se quel che scrivo vi suscita anch

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Commenti (1)

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DaviD12 novembre 2015

Non è autolesionismo. Le spine e le ferite sono i dolori che un essere umano consapevole è pronto ad affrontare per lasciare qualcosa che lo tiene in gabbia. Il masoschismo è restare nella gabbia. Molto apprezzato e condiviso il tema, scritto con ottime metafore, ottimo lavoro, sentito e ispirato.