393 lettori online · 361.339 poesie · 7.565 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Introspezione
Introspezione 13 novembre 2015 · lettura 1 min · 1983 letture

Tirreno e Adriatico

A
Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
+ Segui
Come molti anni fa cantava un tale, mi sento a volte un italiano vero: c’è il Tirreno, da un lato, che mi chiama, e dall’altro Adriatico risponde. E dentro la mia testa quelle onde d’entrambi i mari fanno gran concerto che mi porta a cullare, a accarezzare della mia patria tutti i più bei doni. Basta che a fantasia io m’abbandoni per ritrovare il ligure riserbo, l’arte toscana, Roma "caput mundi", e la Sardegna vergine e orgogliosa. Dall’altra parte, ce ne sono a iosa di bellezze più tenui e delicate, le spiagge bianche e quiete delle Marche, le umide fragranze del Gargano... Ed andando un pochino più lontano, da un lato vedo i fasti ormai trascorsi di Spagna e Portogallo, ed indovino d’America quel fascino moderno. Dall’altra banda, sembra quasi eterno il richiamo che viene dall’Oriente, dalla sapiente Grecia del passato, dal mondo slavo sì poco distante. Così trascorro più di qualche istante a esaminare chi sono davvero, se più italiano d’altri, oppure solo un uomo scisso in tanti io diversi.
♥ 0 💬 4
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Quel tale (peraltro per nulla a me congeniale) che cantava è naturalmente Toto Cutugno. Come ho precisato, mi pare, in qualche altra occasione, io sono un napoletano di provincia dal lato paterno, e un marchigiano di Pesaro da quello materno.

A
L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

Tutte le opere →

Commenti (4)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
Paola Riccio13 novembre 2015

Bellissimo questo componimento di un napoletano di provincia di mamma pesarese. Questo oscillare tra Tirreno e Adriatico, da Nord a Sud, è tipico di noi italiani, esseri scissi e per questo affascinanti. Lodi.

alias Marina Pacifici13 novembre 2015

Veramente bella questa poesia dove nella chiusa si intravede l'ombra di Pessoa, in quell'uomo scisso in tanti io diversi... Eteronimia docet! Con i migliori auspici all'Autore.

a
adriana sini15 novembre 2015

A parte che il riferimento alla canzone di Cotugno si poteva evitare (scherzo! È chiaro che l'autore dovesse precisare la citazione nonostante la notorietà del pezzo) mi permetto di dire che la lettura di questo componimento è stato un piacevole viaggio da un estremo all'altro della nostra amata patria con più che condivisa chiusa sull'assenza di confini interiori in termini di umanità: per continuare con le citazioni "siamo tutti cittadini del mondo". Chapeux prof!

elena rapisa18 novembre 2015

Nell'espressione "vero" è racchiuso un mistero di noi italiani che di essenziale abbiamo la nostra terra ovunque ci porti la vita. Questa magnifica terra che noi stessi a volte non prendiamo in considerazione se non per denigrarla fra noi e poi lottare per quanto la sentiamo in noi. Ma dall'alto della nostra storia e del nostro amore per essa il nostro sguardo sa abbracciare il mondo ove tanti di noi vivono in perenne nostalgia. Ebbene si, questa poesia ha risvegliato echi di una appartenenza che non si può e non si deve smentire...