Tirreno e Adriatico
Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'
Commenti (4)
Bellissimo questo componimento di un napoletano di provincia di mamma pesarese. Questo oscillare tra Tirreno e Adriatico, da Nord a Sud, è tipico di noi italiani, esseri scissi e per questo affascinanti. Lodi.
Veramente bella questa poesia dove nella chiusa si intravede l'ombra di Pessoa, in quell'uomo scisso in tanti io diversi... Eteronimia docet! Con i migliori auspici all'Autore.
A parte che il riferimento alla canzone di Cotugno si poteva evitare (scherzo! È chiaro che l'autore dovesse precisare la citazione nonostante la notorietà del pezzo) mi permetto di dire che la lettura di questo componimento è stato un piacevole viaggio da un estremo all'altro della nostra amata patria con più che condivisa chiusa sull'assenza di confini interiori in termini di umanità: per continuare con le citazioni "siamo tutti cittadini del mondo". Chapeux prof!
Nell'espressione "vero" è racchiuso un mistero di noi italiani che di essenziale abbiamo la nostra terra ovunque ci porti la vita. Questa magnifica terra che noi stessi a volte non prendiamo in considerazione se non per denigrarla fra noi e poi lottare per quanto la sentiamo in noi. Ma dall'alto della nostra storia e del nostro amore per essa il nostro sguardo sa abbracciare il mondo ove tanti di noi vivono in perenne nostalgia. Ebbene si, questa poesia ha risvegliato echi di una appartenenza che non si può e non si deve smentire...


