Quel che resta
Salvo Scamporrino
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Fragile tempo d’un battito di ciglia
come carezza su tenera guancia,
come un viso bagnato da lacrime
per un abbraccio senza un addio,
agile il moto d’esile corpo sfugge
alla presa d’appannati pensieri
velati dalla nebbia di ricordi persi
negli anni che passano incessanti.
Quale memoria resterà immortale ...
Debole voce continua a narrare
antiche leggende d’impavidi eroi,
nessun orecchio la sta ad ascoltare:
troppo baccano nel cuore dell’uomo,
briciole d’affetto sparse per terra
pestate dalla frenesia che uccide,
violate da gesti senza più pudore
e dall’ignoranza che ride e deride.
Quanto tempo ci vorrà per capire ...
Cortile d’infanzia e di spensierati
giochi innocenti mi torna in mente,
quando i sorrisi ancor eran beati
e i pianti sinceri finivano in fretta,
amabile stagione d’un tempo andato
oltre gli spazi dell’età fanciulla,
adesso è rimasto solo il rimpianto
che stringe il petto di nostalgia.
Come potrei ritornare indietro ...
Mutabile sentimento ora attanaglia
ogni pensiero, ogni gesto o parola
sotto questo sole che forte abbaglia
occhi che non sanno più vedere,
sensibile il cuore vorrebbe fuggire
o cambiare la vita in isola felice,
ma soffre, non riesce più a ruggire:
ticchettia battiti di flebile speranza.
Dove sognare di sereni approdi ...
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L'autore
Salvo Scamporrino
Nato in terra di Sicilia nel 1960, scrivo solo per passione e per comunicare ciò che sento o percepisco. Ogni idea o sentimento che viene esternato in qualsiasi forma va sempre accettato per quello che è. Criticare e giudicare è soltanto un punto di vista. Con questo spirito bisogna leggere e SCRIVERE.
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