Del freddo e della sua colpa
Reali inconsistenze
come brina che calma e ripara
il tremulo filo del prato
vennero
contro vaghi miraggi e venditori di ottoni lucenti
Ora è il bisogno che spacca dentro
e nulla si vede sul bianco manto
è il bisogno che urla a dar voce alla notte
quel bisogno che nacque con me
plasmato del mio stesso sangue
che tiene vivo e ferisce
come sadica lama a scandire il passaggio del tempo
Ma ora solo il ricordo di un pianto
assomiglia appena alla voglia di tepore
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