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Satira 15 novembre 2015 · lettura 1 min · 1472 letture

Misero

Daniela Dessì 1195 poesie pubblicate
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Sarcastico sghignazzo affonda tra i folti baffi arricciati. Goffo nel linguaggio a stento padroneggia la favella, arranca nel portamento a dir poco sconveniente, borbotta con fare stizzito da gallina impertinente una due tre sillabe soffiate al vento con la linguaccia velenosa becca questo e quello, impettito come un re si pavoneggia allegramente. Seduto in cattedra fa puntuali osservazioni ridicolizzando il personaggio da buffone che interpreta senza bisogno della maschera. Sentenzia qual sia la lezione della vita improntata sull'esempio negativo da aborrire. Simpatizzante amico dell'idea accomodante più abietta d'uomo fasullo detesta il prossimo, vanaglorioso sé tiene in pregio sfoggiando le meschine debolezze. Acritico pensiero proprio di chi è superficiale neutralizza l'essere inutile mosso ad azioni indegne dall'improponibile stereotipo, fotocopiata immagine riproduce lo scarto della società. Tra fumate di mozziconi gettati via con noncuranza grava l'ombra letale del tempo innanzi al quale ciascuno abbassa il capo in segno di rispetto, anche se duole pur riconosce l'intrinseca miseria umana.
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Daniela Dessì

Amo la poesia, la profondità del sentimento che ispira, quel tocco magico che vivifica ogni cosa, imprime la vita all’inanimato, nobilita l’effimero inconsistente che si confonde col nulla. Forse si nasce poeta o forse no, pochi lo sono veramente col cuore, hanno la capacità di leggersi dentro e guardare al mondo

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Commenti (3)

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Pagu15 novembre 2015

Quanta può essere vasta la miseria umana? Un testo particolarmente profondo per una condivisa riflessione. La poetessa ci coinvolge in ragionamenti assai importanti grazie anche al suo stile curato e ricercato. Un testo davvero grande.

Umberto De Vita15 novembre 2015

Se non ci fossero gli stolti, non esisterebbe la satira, credo. L'autrice con versi appropriati ha dipinto un quadro sulla satira.

Luciano Capaldo15 novembre 2015

Questa è la meschinità, la miseria dell'uomo, la viltà e la stessa ignobiltà. Spesso però ad usare queste azioni sono personaggi importanti, arroganti, impegnati che sovrastano folle e idee con il potere che noi stesso abbiamo concesso loro; per me questa poesia merita un podio per le riflessioni che suscita e per farci aprire bene gli occhi e di tanto in tanto cacciare fuori gli attributi. Ho molto apprezzato il contenuto e dire eccellente per me è poco anche riferito alla struttura.