Pópulum suum in pace
Patrizia Ensoli
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Quante volte
dovrò ripetermi amore
confondendo l’odio che bussa
nello stridio di coltelli sui vetri di povere mura.
In questo delirio ostinato
dove ripeto - non faccio conversazione
con il grido ustionato di demoni
soffiato da risa isteriche
appartenenti a se stesse.
Ti spero non lontana invece
atta all’entrata in scena, feconda e fiera,
in questa sera di sgomenti, con gli occhi alla luna ti prego vicina.
Torna, come una nebbia una coltre
intossicandoci i cuori di tale pianto: tale, da far vibrare la terra di meraviglia.
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Commenti (3)
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rita iacobone15 novembre 2015
Dopo tanto odio e crudeltà fra noi uomini viventi dovesse veramente succedere di venir avvolti dalla coltre della Pace, credo che chiunque di buoni sentimenti ne senta il bisogno. Sensibilità e generosità sincera infuse in parole sagge di una poetessa capace di offrircele in bella poesia.
nemesiel15 novembre 2015
E' una preghiera, una splendida quasi disperata invocazione di un'anima stanca, come tutti, di odio e violenza di ingiustizia e non senso dell'umano agire. Poesia che raggiunge l'apice del lirismo nella strofa finale
Ventola raffaele17 novembre 2015
Il pensiero sempre rivolto alla pace, all'amore, senza lasciare spazio all'odio che tanto imperversa nel nostro tempo. Bellissime le tue parole arrivano dritte al cuore.



