Vita ferita
Calogero Pettineo
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È come destarsi dal buio
e accorgersi di volare
leggeri tra nuvole bianche
rasenti sopra il mare
e manca l'aria
ora non c'è eufonia
ma una calma tonante
che si fa strada tra le urla
e non si afferrano più le parole
ma solo odor di polvere da sparo
si sentono viaggiare solo pianti
e respiri amari e convulsi
una mano che saluta
e piano si allontana si dissolve
mentre il nero treno s'avvia
le carrozze sfrecciano
ma non si vedono binari
sotto ai piedi il vuoto
e la sensazione di sentirsi soli
lontanissimi dalla vita
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L'autore
Calogero Pettineo
Commenti (1)
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Rosetta Sacchi15 novembre 2015
Qui non c’è il soffermarsi sull’accaduto, tra l’ira e uno stato d’insofferenza, magari ricacciando indietro qualche lacrima. Qui è l’oltrepassare la vita varcando la soglia e sentirsi sospesi tra nuvole bianche. Qui è un vedere un “dopo” sulla terra, ma immersi nel vuoto, staccati dalla vita e completamente soli.

