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Donne 17 novembre 2015 · lettura 1 min · 4052 letture

Lacrime

Anna Di Principe 603 poesie pubblicate
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Spilli sul viso. No, non sono fiocchi di neve. I fiocchi di neve sono gentili, fresche carezze di nuvola. Oggi il cielo di Mosca è furibondo, sferra dardi di ghiaccio, che feriscono le guance. Marina cammina. Bavero della giacca alla gola, stringe gli occhi, questo dannato bianco del cielo acceca. China la testa gli occhi giù dentro la neve profonda, il respiro soffocato da quel gesso. Naufraga in questo candido oceano di niente s'aggrappa ad una panchina, come fosse una zattera. Orbite in su, pupille fisse nel cupo cielo ovattato, trafitto da ossuti rami di alberi smarriti. Come dire che Irina è rimasta là? Le sue piccole mani bianche, come il cielo che la sovrasta verso madre Marina si tendevano. Il suo pianto di bimba la tosse nel petto la squarciava. Eppure l'ha lasciata lì in quel luogo spettrale convinta di averla salvata. Orfanotrofio: doveva capirlo dal suono della parola, l'alone mortifero di quelle stanze. Cammina ferita da sensi di colpa lacrime ghiacciate lungo le gote scivolano.
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Per Marina Cvetaeva La grande poetessa Marina Cvetaeva (Mosca 1892- 1941suicida a Elabuga Russia) è descritta mentre ritorna nella sua dimora di Mosca dopo aver lasciato la piccolissima figlia Irina (1917) in orfanotrofio, sperando di salvarle la vita dalla carestia, ma vi morì nel 1920 per denutrizione. Da allora fu perseguitata da incessanti sensi di colpa e i suoi componimenti diventarono urla strazianti d'amore e di dolcezza.

L'autore
Anna Di Principe

Amo la poesia ,perché rompe le regole della scrittura e allarga orizzonti mai esplorati... la poesia è rivoluzionaria, perché mette in gioco l'ordine costituito ... amo la poesia , perché mi dà la possibilità di utilizzare la lingua in modo creativo , di esprimere sentimenti e percezioni attraverso le parole ,giocando

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Commenti (10)

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Luciano Capaldo17 novembre 2015

Una scelta davvero difficile quella che la Poetessa oggi ci propone. La poetessa Russa nota come una delle maggiori esponenti della poesia russa ha dovuto attendere molti anni dopo la sua scomparsa prima di assurgere a grande poetessa proprio per quello stile poetico, che poi non è affatto poetico da lei non assecondato, essendo essenziale, diretta, spezzata, incisiva e paradossale talvolta. La morte della figlia prima del tentativo da parte della madre di salvarla ha molto caratterizzato la vita della poetessa perseguitata da questi sensi di colpa che hanno dato una matrice davvero straziante alle sue opere. La nostra Poetessa ha voluto omaggiare con questa sentita e dolcissima lirica la grande Marina ed io le sono particolarmente grato.

Grazia Denaro17 novembre 2015

L'insigne poetessa Russa è molto amata ancora oggi per le sue opere che sono dei veri capolavori, franca e diretta, ebbe una vita travagliata per il periodo politico che attraversava la Russia e per i suoi dolori personali, il maggiore fu il dover abbandonare la figlia in un orfanotrofio per salvarla dalla carestia, questo fu il tarlo che le corrose l'anima. Morta suicida, lasciò delle meravigliose opere da cui traspaiono i suoi tormenti interiori. La nostra poetessa ne traccia un ritratto attinente alla sua realtà che mette in evidenza lo strazio dell'abbandono della figlioletta in orfanotrofio sperando di salvarle la vita. Una lirica apprezzata per contenuto e forma, il mio plauso.

Sara Acireale17 novembre 2015

Marina Cvetaeva, una grande Poetessa e scrittrice che forse dovremo leggere un po' di più, conoscere meglio la sua vita travagliata e le sue opere stupende... La vita di questa Poetessa è stata difficile e per tutta la vita è stata perseguitata dal tarlo del rimorso per la morte della figlioletta all'orfanotrofio. Lei ha fatto quello che riteneva meglio per la piccola sperando che la figlia non patisse la fame. Purtroppo, così non è stato, la piccola è morta d'inedia. La scelta di Anna è stata ardua è coraggiosa. Non era facile scrivere di questo argomento ma lei c'è riuscita benissimo

zani carlo17 novembre 2015

Incredibile omaggio ad una poetessa a me sconosciuta... Anche per questo che trovo stimolante letture come questa... non si ha mai finito di imparare. Stile impeccabile per una poesia molto toccante.

Pagu17 novembre 2015

Un momento della vita di una grande poetessa raccontata con profonda e commossa partecipazione. Ci sono tanti elementi che conquistano in questa poesia della brava autrice... un linguaggio dolce e commosso, uno stile preciso e candido che entra nell'anima, c'è storia e bellezza, quella che senti quando leggi versi ispirati e immensi. In fondo questa è poesia... quella vera.

Donato Leo17 novembre 2015

Credo che anche in Italia abbiamo avuto una grande poetessa del 900, Alda Merini che aveva le stesse caratteristiche di Marina Cvetaeva. Si differenziano tra loro solo perché la poetessa russa ha messo in atto il suicidio, la seconda non l'ha mai pensato. Entrambe, comunque, di grande spessore culturale. Versi che mi hanno veramente commosso. Un elogio alla poetessa che ha saputo mettere a fuoco un argomento molto difficile.

carla composto17 novembre 2015

una poetessa d'ecellenza ...donna con una vita travagliata ed undestino crudele... una lirica che arriva al cuore ... una scelta tremenda per una mamma... ben descritto il dolore dalla valente e spreparata autrice... il mio elogio

Paola Riccio17 novembre 2015

La Cvetaeva vittima del suo tempo e del suo schierarsi contro il bolscevismo, vita difficile, questo grande dolore che da mamma sento mio è descritto in maniera magistrale dalla poetessa, quei suoi tormenti, quelle sue verità drammatiche, quel suo quasi non essere creduta come capita a tutte le creature che osservano la vita in maniera totale e disincantata. Elogio.

Luisa Molinari17 novembre 2015

Strazianti immagini di questa grande poetessa dalla vita piena di tormento. Grazie Anna per averle reso omaggio con una poesia tanto bella!

Rosita Bottigliero18 novembre 2015

Bellissima dedica per una grande artista... Versi dolcissimi e reali... complimenti