Delle lucciole e dei dintori
Barbara Golini
817 poesie pubblicate
+ Segui

s'alza il passaggio a livello e la macchina riparte
alle spalle ancora quel cespuglio d'infanzia illuminato dalle lucciole
nelle notti d'attesa di un treno che non passava mai
al canto dei grilli, all'odore di origano
si stava stretti in quella 126 - antico e dimenticato cimelio
si rideva e si attendeva con entusiasmo il fischio di un treno
che ci avrebbe portato lontano
il fiume scorreva silente, l'odore dell'acqua è fresco
chissà dove saremmo andati poggiando i piedi sui sassi umidi!
c'erano nonni e c'erano paesi
nei dintorni sono sparite le lucciole i cespugli sono troppo piccoli
nessuno che dondola più sull'altalena al ritmo di qualche spinta
non raccolgo papaveri tra l'erba alta, l'han tagliata a dovere
ho tenuto la porta pulita e spazzato le foglie, il giardino potato
e gli uccelli che han beccato i semini sul selciato
ho amato a dovere, fatto pulizie e curato piccoli gattini
eppur non ho guadagnato nient'altro che uno schiaffo
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Barbara Golini
Sinceramente a me non serve proprio nulla, se non il mio animo (M.Cvetaeva) Grazie. Barbara ....non ho mai iniziato, né mai finito.......
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Paola Galli27 dicembre 2015
è straordinario questo modo di esprimere sensazioni! immagini e situazioni che riflettono modi di fare, di pensare, stati d'animo, vite passate, fanno riflettere su esistenze e tradizioni su inquietudini e modi di fare che nonostante tutto non bastano a sopravvivere

