Serena

Ma nella distanza tra te e le cose,
in quello spazio sacro che chiamammo silenzio,
proprio li trovai le tue parole,
quelle che mai pronunciasti.
In quello spazio giocavi con la mia mente,
serena e inconsapevole di tutto,
anche di me stesso, di noi.
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Commenti (1)
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Luciano Capaldo20 novembre 2015
Sono profonde queste riflessioni dell'autore, improntate su un passato che sembra però recente nel modo di viverlo e verseggiarlo. Parole mai dette, mai pronunciate appartenenti a inconsapevoli silenzi giocosi. Sembrano sospiri o desideri inappagati. Lirica molto apprezzata.
