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Amore 20 novembre 2015 · lettura 1 min · 2978 letture

Un fiore... da non deporre!

Luciano Capaldo 401 poesie pubblicate
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Quanto rosso incrosta, strade, case ormai avelli su cui stillano salate gocce. Campi e aiuole vuoti non più un fiore, troppi... quelli strappati, recisi, offerti, deposti a ricoprire quel sangue schizzato fuori a fiotti. Corpi dilaniati sembrano mezzene umane su cui sferrati colpi di taglienti lame e lampi di fuoco cancellano aspirazioni sogni in cambio d’una memoria prematura! Femminicidio o Isis dominio patriarcale ed arma di guerra -sterminano– Sempre più, morti per mano amiche sporche come quelle di chi, in nome di un Dio strano fa mattanza d’innocenza e fratellanza. Vorrei regalare un fiore se ne rimane uno... ancora!
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** Vorrei che si cogliessero solo fiori d’amore…fraterno.**

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Luciano Capaldo
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Commenti (20)

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Maria Luisa Bandiera20 novembre 2015

Luciano, non ho parole, con le lacrime agli occhi leggo questa tua poesia che ben interpreta gli eventi di questi brutti tempi e quest'orribile osannare un dio (di proposito lo scrivo in minuscolo) che d'amore non ha nulla perché alimenta solo menti assassine d'innocenti!...

Anna Rossi20 novembre 2015

E' una lirica profondamente drammatica, siamo stanchi di vedere solo recisi i fiori per fare omaggio alle sempre più numerose vittime delle barbarie umane in tutte le sue forme. L'autore esprime il suo desiderio che si regalassero fiori solo come sentimento d'amore e non in occasione di ricorrenze tragiche. Una lirica degna di riflessione. Lodi

piera tola20 novembre 2015

Una poesia di scorrevole lettura, veroquesta guerra fa paura come tutte le altre. Si dice imparare dagli errori, mah dubito che qualcuno voglia veramente imparare ad evitare di soffrire...è come se l'invernofosse salito in superficie. Condivido anche la nota come tanti molti e troppo pochi.

Umberto De Vita20 novembre 2015

Vedere tappeti di fiori sui marciapiedi non è buon segno. La società rabbrividisce per questi scempi. L'autore ha messo il dito su una vera e propria piaga, come si suol dire. ottimo testo.

Alberto De Matteis20 novembre 2015

Troppi fiori sono stati recisi per deporli presso tante vittime innocenti, vittime di guerre di soprusi e di sopraffazione. Una lirica struggente che emoziona, che commuove e disorienta tutte le coscienze.

zani carlo20 novembre 2015

E' proprio vero... tutte le più assurde ragioni e scuse sono buone per strappare un altro fiore... angoscia la verità perché troppo triste e cruda giustamente questa poesia che fa pensare davvero ad un inferno (per colpa nostra) il mondo che abitiamo.

Grazia Denaro20 novembre 2015

Regalare un fiore, se ne è rimasto ancora con tutti questi lutti, queste mattanze perché la pazzia e la crudeltà s'è impossessata di troppi esseri che chiamare umani non mi pare il caso. Un mondo ben strano è diventato il nostro, non esiste più la fratellanza, il voler bene al proprio prossimo, solo odio si dispiega da più parti in una distruzione che ha subito un'escaletion divenuta abissale e chissà se si riuscirà a fermare. Una lirica che fa riflettere su come è cambiata la nostra vita. Il mio plauso!

Luisa Molinari20 novembre 2015

L'uomo dimentica e continuerà a strappare i fiori finché ci sarà chi fa leva sull'ignoranza.

Donato Leo20 novembre 2015

La speranza è che i fiori vengono omaggiati per amore a donne viventi e non deposti in luoghi dove scorre ancora sangue innocente. Letta più volte, anche se questi versi sono pregni di drammaticità.

Sara Acireale20 novembre 2015

Spero che questo messaggio d'amore arrivi il più lontano possibile per scuotere le coscienze. Il sangue delle vittime innocenti di violenza (di qualsiasi tipo di violenza) grida vendetta ma non bisogna lasciarsi andare a sentimenti impulsivi. Penso che mai come ADESSO c'è bisogno di ragionare e di capire VERAMENTE quello che si deve o non si deve fare. Come intuivo, oggi hanno detto alla radio che i kamikaze vengono imbottiti di droga, altrimenti non diventerebbero torce umane. Sono due le cose che non si dovrebbero fare arrivare allìIsis: le armi e la droga. Droga e armi, uguale a rovina dell'umanità.

Francesco Rossi20 novembre 2015

L'autore offre al lettore spunti di riflessione, non solo ottima poetica ma nel contempo apertura temporale contro la guerra, contro i trafficanti contro le interferenze religiose.

Pagu20 novembre 2015

Quanta violenza nel nostro vivere. Domestica o di popoli di diversa religione e cultura, la violenza sta sporcando la bellezza del vivere. Il poeta ci regala una riflessione ottimamente sviluppata, dove si evince anche il pessimismo cresciuto in giornate troppo spesso macchiate di rosso. Un lavoro di denuncia da ricordare. Compimenti al poeta.

Anna Di Principe20 novembre 2015

Lirica ispirata dalla violenza degli ultimi tempi che aumenta in modo esponenziale sia essa domestica o che provenga dalla follia dell'Isis. In questi giorni, poi l'animo di ognuno di noi è maggiormente sgomento ed atterrito tanto che questi versi catturano l'attenzione per ulteriori riflessioni. Con profonda sensibilità il Poeta nella chiusa auspica un mondo d'amore dal momento che il sangue chiama altro sangue. Una pregevole pubblicazione intrisa di pathos e coinvolgente.

s
stello cutroneo20 novembre 2015

Grande Luciano, hai regalato un fiore attraverso questa tua lirica che mira dritta al cuore. Hai superato, in un sol balzo, tutta la retorica in cui è facile cadere in queste occasioni e sei andato nella poesia pura. Oltre che bella è condivisa . Complimenti.

Daniela Dessì20 novembre 2015

Se sapessimo amare e della diversità di culture e religioni considerare un punto d'incontro tra i popoli, perché la conoscenza non può che arricchire l'animo, viveremmo in pace senza più la minaccia dei conflitti sempre incombenti, guerre massacranti da cui nessuno esce vincitore.

picciro20 novembre 2015

Condividendo con l'autore, l'atroce dolore di questo nostro immondo mondo, sprezzante della vita altrui, credo che il fiore da donare sull'altare di quei sacrifici sia il fiore della non- dimenticanza, per abbellire le numerose tombe che pavimentano il mondo... tanti non- ti- scordar- di- me, sulle brutture del tempo, innaffiati dalla fonte viva della speranza! Complimenti vivissimi...

Rosita Bottigliero21 novembre 2015

Sono postille di poesia che entrano nell'anima. ...versi riflessivi, ribelli, di speranza... Crescono versi di fiori che adornano la vita e tutto è un appassire. ...il vorrei è speranza... bella. Complimenti

Eolo21 novembre 2015

L'autore narra grandi verità, omaggiare la donna con un fiore è speranza, delicatezza, emozione, amore... tappeti di fiori sui luoghi delle stragi sono memoria di chi non c'è più, sogni spezzati prematuramente da menti assassine. Fa riflettere il tuo testo, bravo più di sempre.

carla composto21 novembre 2015

Versi che arrivano al cuore la sensibilità del valente poeta arriva ci avvolge ci rende partecipi fei suoi nobili pensieri. ...plauso e stima al bravo autore...

Fabio Galletti Cacciari24 novembre 2015

Lirica che riempie il cuore di uno struggente mix, dolore vergogna speranza ... la forza di vivere, sempre