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Sociale 21 novembre 2015 · lettura 2 min · 3008 letture

Come il mare le sue dita

Giorgia Spurio 671 poesie pubblicate
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E cado come foglia, sotto le macerie di questo cielo che non riesce nemmeno a piangere. Il cuore corre fino alla gola, - ma non devo dare lacrime -. E il mare mi avvolge, unico come padre, senza pregiudizio, senza riguardo, verso terre che non conosco, verso parole nuove e... tra i silenzi e le preghiere si fa spazio come la mano dietro una tenda, la luce dalla finestra, il sorriso di mia madre. Come il miraggio, un faro sull’acqua piatta, e tra i suoi capricci come del disorientamento i disegni che offre il Khamsin al martirio della sabbia. Non piangeva, non mi parlava, mi baciava, e mi baciava ancora, e mi lasciava avvolto nel suo chador, nell’ultima volta del suo profumo, del tocco delle sue dita e del suo corpo, la sua voce come l’eco che hanno le nuvole, mi affidava alle onde. Quale speranza avrà mai frenato l’ultimo pensiero di mio padre? Quale salmo avrà stretto tra le sillabe incatenate alle sue rughe della giovinezza? E il mare mi cattura tutti i sogni... Quante stelle disegnano il nostro cammino, e le guardo, una ad una nel buio di queste acque forestiere, e le prendo, prima di chiudere gli occhi, tra i polpastrelli, così piccole tra il pollice e l’indice, prima di dare lacrime di nascosto.
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Immagine: Opera "Profughi" di Banksy.

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Giorgia Spurio
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