Vana attesa

Ti sento in questo cielo sordo e muto
gridare la tua grande delusione
col tono di chi porta una ragione
sperando inutilmente nel mio aiuto.
Ti vedo lacrimare a terra ignudo
pestato dalla storia e la visione
si attacca puntualmente al tabellone
del giovane capretto ormai venduto
che nello sguardo ama rinnovare
le pene e la vendetta imbarbarita
dall’uso dello strazio da ostentare
la vecchia tela sfatta e ormai sdrucita
sul rantolo del sole per saltare
sull’onda del mio mare inaridita.
©
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