Orfano della vita

Orfano di che cosa?
Del vuoto ornamentale
che brilla sul giornale?
Del tardo compromesso
che vomiti nel cesso?
Orfano poi di chi?
Di un padre già segnato
dal tempo cancellato?
Della tua croce a rate
per mani già inchiodate?
Orfano per che cosa?
Per dare alla coscienza
la rancida insolvenza?
Per credere nel nulla
bollito dalla culla?
Orfano poi per chi?
Per te che nello specchio
c’è un mondo guasto e vecchio?
Per voi che ben pasciuti
giocate con gli aiuti?
In nero e bello grosso
che cancellar non posso
tu scrivilo a matita:
ORFANO DELLA VITA!
©
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