Reliquos
Antonella Scamarda
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Non ha nome la mia Terra,
inghiottita dall'eco di gole urlanti,
quando la memoria scalpella le vene
e non riporta al sole, più, un filo di sangue.
Ho dimenticato i fiumi, i cieli
la polvere sparsa sulle ferite in piena
ho sfilato al cuore gli occhi
e sotterrato fiori, lividi come albe.
E' un buco la mia Terra
nero, che non voglio ricordare.
Rumore e passi che strappano i figli
dal suo grembo
come proiettili svellati dalla carne
del mondo.
Dall'Est all'Ovest
un fotogramma antico di miseria
tra l'iride e l'Uomo
quando intinge lo sguardo in quell'assenza
straripante, che scorre
nella geografia della sua guerra.
©
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L'autore
Antonella Scamarda
Commenti (1)
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Caterina Russotti22 novembre 2015
Versi che descrivono una guerra senza confini che lascia orfani in tutto il mondo... Stupenda e profonda, lascia un non so che di riflessione a chi la legge.

