Orfani di terre perdute
Renato Benetti
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Orfani di terre perdute
lasciate le divise cadute
sulla viscida guerra
del terrore in una serra.
Comandanti di sventura
al disperato vagare
mandano un grido
per il dolor far sfogare.
Vittime del sistema
malato e corroso
in cui un fumo di libertà
rieccheggia nella mente
prigioniero di se stesso.
Aspettando il tempo prescelto
rivelarsi nella sua potenza
portando la sua ultima credenza.
©
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L'autore
Renato Benetti
Mi ispiro a Canola, la dea irlandese dell'arpa, che dolcemente tiene vicino a sè e accorda i tendini che muovono la mia mano; le mie dita sono come corde dello strumento, si muovono a ritmo sul foglio per scrivere una sinfonia di suoni ed emozioni.
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