Sofferenza

"Gabbiani" - Vincenzo Cardarelli - Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo. La vita la sfioro com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo. E come forse anch’essi amo la quiete, la gran quiete marina, ma il mio destino è vivere balenando in burrasca. ^^^^^^^^^°
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Tristi pensieri ci dona la poetessa in questi versi... scrivendo di una posizione di estremo disagio e dolore... nel quale ci si consola dei propri profondi mali pensando a quello di altri... e vagando in cerca dell'ultimo brandello di felicità...prima che fugga per sempre.
Sperare in un ultimo soffio di vita, perché è proprio nel momento in cui la si perde che si capisce ancora di più la sua immensità e importanza. La poetessa ci scrive pensieri dolorosi, ma in essi io voglio vedere la voglia di vivere, la voglia di amare anche se costretti ad andare via. Ottima struttura e stile. E' sempre poesia... quella vera.
Spesso l'introspezione ci conduce verso la comprensione dei nostri dolori e delle nostre afflizioni confrontandole con il dolore attorno. Un messaggio di cristianità e fratellanza da emulare. Una lirica di grande spessore che con eleganza riesce a catturare il lettore.
Una poesia introspettiva di alto spessore. Anch'io penso (come la Poetessa) che pensare alle pene dei più sfortunati e prodigarsi per loro, può farci distogliere un po' dai nostri assilli. E' un messaggio stupendo quello di non crogiolarsi sulla propria sofferenza ma espandersi vero il mondo esteriore. E' un poetare elegante che coinvolge noi lettori
Chi ha la capacità di aiutare gli altri dimenticando le proprie sofferenze è certamente un animo nobile e riesce ad amare gli altri più di se stesso. Versi introspettivi profondi che lanciano a tutti un bel messaggio di solidarietà e fraternità.





