Cos'è che mi fa male
E'...
questo continuo affastellarsi
di mucchietti d'ossa
che mi scompagina e mi smembra
E'...
sentire il peso di parole vuote
a bastonare un corpo stanco
senza sapere cos'è bene e cos'è male
e non avere via di fuga per il cielo
E'...
avere pianto lacrime a dirotto
fino a seccare la fonte e bruciato le radici
nel tentativo di distruggere le angosce
a rastrellare sentimenti pieni
E'...
aver cercato conforto negli affetti
per poi capire che quei punti fermi
non erano fari ma piccole lucine
che le comete non erano dei segni
che le stelle non erano zaffiri
che l'amore è solo un sogno ad occhi aperti
che quando ti coinvolge sei felice
e quando si scolora ti rapisce dentro
Quando tutto ti sgomenta l'anima
capisci che sarebbe stato meglio
chiudere gli occhi prima
di aver visto chiaro e tondo
tutto questo nero
©
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Commenti (3)
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Luciano Capaldo25 novembre 2015
Quell'è, ripetuto più volte, un'anafora utilizzata bene, senza infastidire ma creando un percorso di versi che enfaticamente e retoricamente entrano nel cuore e nella mente del lettore, bene quell'è io l'adoro. Bellissima lirica, elegante e convincente.
Duilio Martino25 novembre 2015
Poetare intenso... in anafora... ma non solo questa come figura retorica. ossimori ed enfaasi particolarmente apprezzati. La chiusa assolutamente superlativa. Insomma un applauso al Poeta che ha composta una grande Opera sia dal punto di vista significante che per quanto concerne il contenuto. I miei complimenti. Segnalo
R
Roberto Gandini12 marzo 2016
di aver visto chiaro e tondo tutto questo nero... ad occhi chiusi. Le parole non servono.

