Amore carnale
Quando i miei mari interiori
rimanevano senza spiagge
il mio cuore inondato di silenzi
si trovava orfano d’un amore in bilico
ma desideroso ancora d’ospitarti.
E mi bastava l’immagine flessuosa
del tuo corpo
senza la preziosa conchiglia
nella memoria di uno scatto
senza veli
per illuminare con la forza del lampo
il desiderio di un amore carnale
cavallo azzurro della mia follia
e riportare solitaria pace
nel mio vuoto di vene
che pulsavano sul tuo dolce alveare
straripante miele del peccato.
Tiepidi coralli disegnavano ricami solitari
di sogni indecisi
sotto le nuvole immobili
Non trovando un porto né un arenile
per ormeggiare la mia anima coperta
di brividi fuggiaschi che hanno attraversato
mari di silenzi
per vederti sbocciare sul ventre profumato
il fiore rosso dell’incanto
clinica e selva dell’anatomia
nello stupore definitivo del mare.
©
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