Che peccato... in senso lato
dove sei tesoro?
Io, ho lasciato
che la tazza
- di caffè bollente -
mi scivolasse dalle mani,
esplodesse in terra
imbrattasse il tappeto che hai comprato tu,
i mobili bianchi
il pavimento,
tuonasse rabbia zuccherata
Proprio come un'insulto
un vaffanculo stizzito!
per vederti comparire
- in cucina
inquietato dal tempo
che non stai dedicando
a me.
ma non sei comparsa
non hai urlato al mondo
la mia abilità
nel tenere salda in mano
una tazza di caffè bollente.
non ci sei tesoro
proprio non sei qui
con me.
©
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Commenti (3)
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Elisabetta Randazzo27 agosto 2007
Un testo rabbioso d'amore... dove manca la persona amata...
O
Oliviero Angelo Fuina27 agosto 2007
In senso lato, ... la latitanza. Poesia che mi è piaciuta molto per un piglio discorsivo che impone, lei si, una nostra curiosa presenza a leggerla, complice l'originalità di eventi concatenati accompagnati da un amaro sorriso di conoscenza della materia in oggetto. Che non si materializza. Complimenti sinceri.
Paolo Ursaia27 agosto 2007
Graffiante poesia d'amore stizzito, ma sempre amore. Originale e ben costruita.

