Il re dei quattro venti

Era il re dei quattro venti
che gridava tra i lamenti
di re mamma e re papà
con vigore in libertà.
Egli amava il maestrale
superphon fenomenale
con tempeste indemoniate
e tremende mareggiate.
Se soffiava lo scirocco
procedeva con lo schiocco
nella fresca primavera
o a novembre a tarda sera.
Con l’orrenda tramontana
si godeva la tisana
dalle piogge perturbato
contro il freddo corazzato.
Se spirava poi il libeccio
era sempre un dolce intreccio
con l’estate sopra il mare
era bello dondolare.
Era il re dei quattro venti
gran signore di portenti
ed il popolo contento
lo chiamava re Talento.
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