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Introspezione 1 dicembre 2015 · lettura 3 min · 917 letture

Una Ballata di Dicembre

Massimiliano Zaino 1199 poesie pubblicate
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È dicembre, e la neve ancora tarda, qui, nella steppa d’un cuor tremebondo; e... e nell’immenso orizzonte serale, e all’alba pallida e funerea e mesta, e in queste valli di mietuti campi or... or truce regna il silenzio dei muschi, e dei licheni, e... e la Notte è eterna. È dicembre, e la neve ancora tarda, sui sentièr, per le slitte, e l’iracondo vento non vièn. Ma l’inverno è fatale ugualmente alle spemi. Or la foresta lenta si spoglia, e ricordando i lampi dell’estate trascorsa e in fior i fusti dolcemente in un sonno si prosterna. È dicembre, e la neve ancora tarda, e il corno della posta non si sente, quando la slitta grida alla bufera che non v’è. E tace la Natura, e il giorno, splendidamente mesto ma privato delle sue nevi invernali; e c’è un senso di desolaziöne sovrumana. È dicembre, e la neve ancora tarda, e il crepùscolo orrendo non si pente di portàr così presto questa sera che come un Unno si aggira d’intorno; e... e la Notte s’infuria, arma del Fato, e la campagna inghiotte nel suo immenso manto di Morte; e va... e va... e va lontana. È dicembre, e la neve ancora tarda, e mestamente io giaccio a una finestra, ora attendendo un po’ della rapita mia dignità, e aspettando un dolce sorso d’un nuovo sogno, un sonno a occhi aperti, e sospirando a ognùn dei desidèri, notturni arcani orditi nel cuor mio. È dicembre, e la neve ancora tarda, e l’ombra mia solitaria e la destra mano alle tempie or gèmono alla Vita; e... e piàngono al Destino che un dì è accorso a uccidermi i sogni, e i salci verdi della mia giovinezza, e i miei sentieri, quando pregando vado il Cielo e Iddio. È dicembre, e la neve ancora tarda. E perché tarda questa neve, e questa neve? Quando mi siedo a riscaldarmi un tè bevendo in un mar di ricordi? E perché tarda questa neve, e questa neve? Quando mi giovo del mio sogno, spaürando del Fato che lo uccide? E perché tarda questa neve, e questa neve? Quando mi intendo ora beärmi delle mie vanità e dei molli accordi? E nell’inverno cado e mi vergogno; e l’invernale ghigno così irride. E quest’inverno sarebbe più lieve se almèn piovesse due fiocchi di neve!
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L'autore
Massimiliano Zaino

Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori

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