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Morte 1 dicembre 2015 · lettura 1 min · 1949 letture

Tristo Mietitore

Luciano Capaldo 401 poesie pubblicate
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T’ho beffato! Inesorabilità tua arrivò tardi mio caro Tristo Mietitore. Una fragilità che passo ha già ceduto a morte surreale e allor da quassù ...ti scruto! Pena mi fai, nel tuo inutile vagare cerchi di far tua un’anima – gentile - e allor, per farti perdonare, persuadermi vorresti che vita mia è come da raccogliere ...grano! Tua falce allor brandisci inutilmente, non troverai corpo da separare. In quanto a essenza mia... da tempo immemore, già fu da me donata a Chi la meritò qual mio dono e non per tua vile... separazione. Vedrai, io... vivrò in te!
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Da sempre l’uomo combatte per poter sconfiggere la morte e poco fa... per vivere!

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Luciano Capaldo
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Commenti (14)

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zani carlo2 dicembre 2015

Piena di spunti interessanti... una vera e propria lettere aperta alla morte questa poesia... nella speranza spirituale della possibilità di ingannarla... ma bisogna crederlo... poiché nessuno che si conosca ultimamente ha potuto testimoniare questa stupenda evenienza.

Maria Luisa Bandiera2 dicembre 2015

Una gran bella riflessione ... una bella sfida alla morte ma... chissà ... magari si può perché forse morte non è morte totale potrebbe anche essere solo morte fisica del corpo ed allora che importanza ha? La consapevolezza continuerebbe ad esistere!...Chissà chi lo sa! Noi non lo sapremo mai in questa vita terrena!...

Luisa Molinari2 dicembre 2015

A volte la morte si veste di bianco, ci viene in soccorso e, chissà, ci porta in un mondo migliore. Mi piace vederla cosi

Sara Acireale2 dicembre 2015

Nessuno è mai riuscito a sconfiggere la morte e penso che mai nessuno ci riuscirà. Abbiamo una sola vita da vivere e, come saggiamente, ci fa comprendere il Poeta cerchiamo di viverla nel miglior modo possibile. Bisogna dare un senso all'esistenza, acquisire la consapevolezza che siamo su questo pianeta per vivere appieno la vita che ci è stata donata per amore. Poiché noi abbiamo una coscienza si suppone che ci può essere vita anche dopo la morte fisica, Chissà! E' un dubbio che mi assilla e a cui non riesco a dare una risposta.

Umberto De Vita2 dicembre 2015

Non sappiamo se dopo la morte c'è un'altra vita. Una cosa è certa: la morte ci fà paura, una tremenda paura. L'autore ci propina una lirica interessante, con la speranza che non sia con la morte la fine di tutto. Complimenti al poeta.

Paola Riccio2 dicembre 2015

Grandissimo poeta, t'ho beffato, già mi piace, è vero la morte fa paura se ci ruba l'anima ma se siamo stati noi a donarla allora non può averla, atmosfere gotiche e linguaggio appropriato. Molto originale.

S
Sabyr2 dicembre 2015

Questa poesia beffarda e arguta nel parlare con la morte fa veramente bene al cuore dissacrandone lo spettro di paura che inesorabilmente si porta dietro. E' scritta con maestria. Apprezzabile e non poco. Il mio sincero plauso.

Pagu2 dicembre 2015

Un lavoro particolare, ben costruito e sicuramente originale per come il poeta affronta la tematica e per lo stile utilizzato. E' un modo di fare poesia diverso dal solito e qui si può notare il tocco personale e la voglia di creare un mondo poetico distinto e privato. Complimenti per questa ennesima grande prova.

Daniela Dessì2 dicembre 2015

La morte è sempre in agguato, un momento temibile arriva per tutti, ma non bisogna essere proiettati a questo pensiero, bisogna vivvere pienamente e in positivo il tempo concesso.

Alberto De Matteis2 dicembre 2015

Poesia originale dai toni intensi e beffardi... vedrai... io vivrò in te. E il bravo Autore con un fare ironico vuole umiliare ed imporre alla morte, grande spauracchio di tutti, la sua forza ed il suo coraggio, con cui cerca di sconfiggerla. Lirica che, a mio avviso, infonde speranza.

Rosita Bottigliero2 dicembre 2015

Una sfida che rimbalza alla vita... esalta i giorni e dei giorni si vive... Bellissima. Molto apprezzata

Anna Rossi2 dicembre 2015

Sembra un duello surreale, una sfida che dura tutta la vita... opera intensa e che cattura l'attenzione del lettore. Lodi al autore.

Eolo3 dicembre 2015

In un contrasto fra luci ed ombre l'autore tratta la paura dell'uomo nei confronti della morte, sempre presente in noi con il suo eloquente silenzio. La speranza di fede, il coraggio di vivere vincono la morte, la paura invece, ci rende schiavi e rinunciatari. Complimenti! Ottime riflessioni!

Antonella Garzonio5 dicembre 2015

La morte fa paura, eppure è parte della vita, parte di noi. La morte presuppone la vita, la vita presuppone l'amore. Ed è solo amando che scongiuriamo la morte. Un testo ben strutturato, di originali spunti, bravo più di sempre.