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Introspezione 2 dicembre 2015 · lettura 2 min · 1202 letture

Il vuoto di te è un'altra cosa

Rosetta Sacchi 1894 poesie pubblicate
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In generale, è il vuoto delle assenze a spaventare il cuore come quando sogna d’accelerare il ritmo mentre s’apre alla danza con passo lieve: una carezza del respiro o della mano, non importa l’ora dell’assenza, ma è quel velo di bruma che fa la differenza tra la sera e il primo albore, quando ogni pensiero cade affranto e la mente è il fondo dove posano frammenti di solitudini congiunte a troppi errori. Il vuoto di te è un’altra cosa è illusione di un’anima, al sogno non avvezza, che ha dirottato il cielo troppo spesso per tenebrosi e sommersi abissi, il vuoto di te è un alveo opalescente, di seta, dove scivolo in fantasie audaci che ad esili arti mettono le ali. Sei aderenza anche dove il corpo incontra ostacoli sei pienezza che esonda dal sorriso ampio una vallata sei ora in questo verde fazzoletto l’albero dove il melograno sgranato m’insanguina le dita lasciando cadere i suoi rubini lì è la tua bocca, mia delizia nel sonno, e tormento nella mancanza del tempo che avanza al nostro attimo d’eterno, lì è la mia bocca persa nell’affanno di chi escogita espedienti di sopravvivenza ad ogni assenza Ma il vuoto di te è un’altra cosa, ha i colori infervorati dell’autunno, e i sussurri del mare in levigate conchiglie, ha il letargo silenzioso che ci consegna al tempo coniugandoci ventre contro schiena ubriacati d’oblio, ha il crepitìo delle faville che salgono il camino dove divagano i pensieri e un torpore m’illanguidisce ora mentre penso d’essere ai tuoi piedi, alzando il capo solo per ascoltare le tue malinconie.
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Rosetta Sacchi

"Gabbiani" - Vincenzo Cardarelli - Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo. La vita la sfioro com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo. E come forse anch’essi amo la quiete, la gran quiete marina, ma il mio destino è vivere balenando in burrasca. ^^^^^^^^^°

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Commenti (4)

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Umberto De Vita2 dicembre 2015

"Il vuoto di te è un'altra cosa" Il titolo di questa meravigliosa lirica è già poesia. L'autrice sforna una sequela di versi che incantano il lettore. Ho molto, molto apprezzato questa bella lirica e mi complimento.

S
Sabyr3 dicembre 2015

Già dal titolo avvincente, questa poesia cattura l'attenzione, con un linguaggio che accarezza il cuore, a sondare l'anima, se è un vuoto, è meravigliosamente riempito di parole coinvolgenti. Mi ha davvero rapito. Molto apprezzata

Grazia La Gatta3 dicembre 2015

Versi che affascinano; lirica ben scritta, intensa e profonda introspezione. Apprezzata.

rita iacobone3 dicembre 2015

In questi versi poetici l'autrice trasporta dal pensiero all'anima sensazioni intense e colorate, sfumature di sincerità, si accarezza il cuore certa del sentimento che la avvolge.