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Impressioni 3 dicembre 2015 · lettura 1 min · 1333 letture

Quel solstizio che greve si cala

Cristiano De Marchi 282 poesie pubblicate
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Silenzio uomini antichi! La terra ormai s'è assopita, avvolta in manto prezioso dove fredda nel verno riposa. I rami dei tigli son spogli scheletri appesi alla notte, ombre sterili e secche di natura vestiti e mortali. Galleggia vaporoso il mattino già stanco d'oscuro infinito, le pietre nel gelo conservano il segreto d'un raggio di sole. Silenzio uomini nuovi! Le fate e gli gnomi riposano nel solstizio che greve si cala sull'eco d'un anno che muore.
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Dicembre, mese del solstizio d'inverno, il ciclo infinito della morte, delle favole e della vita... (Foto da web)

L'autore
Cristiano De Marchi
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Commenti (8)

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Pagu3 dicembre 2015

Atmosfere dense di fascino e magia. Uno stile evocativo e misterioso. Un'idea che cattura e coinvolge. In questo periodo dell'anno dove si fanno alcuni bilanci dei mesi passati, questo lavoro entra di prepotenza tra le poesie migliori del 2015. Complimenti all'autore che ha confezionato un momento poetico elevatissimo.

Rosita Bottigliero3 dicembre 2015

La filiale al tempo che passa inesorabilmente. .quel freddo che scende leggero nel greve spazio assopito... bellissima

Ventola raffaele3 dicembre 2015

Versi malinconici ed intensi, un anno che va via, che muore, portandosi via ricordi e lasciando sulla sua scia un misterioso alone, ma un raggio di sole nuovo già si staglia all'orizzonte.

Umberto De Vita3 dicembre 2015

Una filiera di tempo che vola via inesorabile, questa è la mia impressione di questa bella lirica. Complimenti.

Patrizia Cosenza3 dicembre 2015

Leggendola mi sono ritrovata dentro la lirica descritta in un modo egregio, molto bella triste, ma nella descrizione ho provato dentro freddo nel cuore. Complimenti come sempre bravo

Grazia La Gatta3 dicembre 2015

Versi intensi, dal bel ritmo: di piacevole lettura. Piaciuta per tema e contenuto. Apprezzata.

rita iacobone3 dicembre 2015

Fantasia e dolcezza fra queste parole che compongono una poesia veramente bella, perfetta per stile e piacevole da leggere. Mi complimento veramente con il poeta.

Carla Colombo4 dicembre 2015

Che ritmo da favola! Impressioni eleganti e sensazioni contrastanti si alternano in un mix perfetto, il giorno più breve dell'anno è adattissimo a richiamare la fine del ciclo naturale della vita ma qui la morte viene solo accennata nella chiusa, come se la si volesse far passare inosservata oppure come se ci fosse una serena accettazione della stessa...