Le troppe delusioni umiliano la vita
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
Commenti (6)
Non bisognerebbe mai avere troppe aspettative per non rimanere delusi, ognuno ha il suo fardello da portare. E' un modo ottimista di vedere l'egoismo delle persone.
Ci sono momenti bui nella vita in cui ci si chiede: "Cosa ci sto a fare in questo mondo se nessuno mi considera?"Sembra che quello che sembrava il migliore amico si giri dall'altra parte, che la donna desiderata non ti vede nemmeno, nel lavoro sei soggetto a mobbing e cosi via. Si può cadere in depressione, però se la smettiamo con gli atteggiamenti da vittima e sorridiamo al mondo, il mondo prima o poi ci sorriderà. Con il vittimismo e le lamentele non si approda a nulla e gli altri hanno già i loro problemi. Bisogna cambiare atteggiamento e guardare la piccola luce che si avvicina
Modifica questo commento: «Quanto ha ragione il poeta. Si rincorre il piacere nella indifferenza e nella totale intolleranza. Non c'è tempo per i sentimenti quelli puri quelli di una volta. Si rincorrono stereotipi di vita in cui non c'è spazio per l'umanità e talvolta per la ragione; approfittarsi, meschinità ed invidia al posto di onestà altruismo . Molto apprezzata perché denota la grande sensibilità d'animo dell'autore.»
Triste ma vero una lirica espressa come sempre con grande maestria, vivere e lascia vivere dovrebbe essere un moto per tutti, sorridiamo e lasciamo ci scorrere tutto addosso . complimenti al poeta
Molta verità in questa lirica colma di amarezza e delusione per un mondo che non va come vorremmo. Sempre temi interessanti affrontati dal bravo autore e ben trattati. Lirica piaciuta e apprezzata.
Capita talvolta che le cose vadano sempre storte: nell'amicizia, in amore, sul lavoro. E allora non si può parlare di semplice sfortuna, ma significa che c'è qualche cosa di congenito, o di ben presto acquisito, che impedisce a quelle persone di condurre un'esistenza simile a quella degli altri. Può insorgere, come ci suggerisce l'ottimo Garbellini, la depressione, ma, se si fanno bene i conti con se stessi, si può, con qualche sforzo, incontrare una via alternativa, che consenta di vivere una vita diversa, e forse addirittura più piena e stimolante: nascono così, ad esempio, parecchi poeti.




