Si fa sera

Tu pur vivi
e intatte quelle spine
a corona d'ansie e rivi
dove l'acqua fu, ora oscura
resse se pur cadendo,
la mia più fragile mano,
che di te ignora, l'ora
d'abisso e petali, e dolci rivi.
Si, tu pur vivi, o raggio d'argento
nenia senza fine, è qui il tormento,
l'acqua, che s'immola, e cade
sopra ogni tuo germoglio
e come stanca,
si disfa
si fa sera.
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