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Introspezione 4 dicembre 2015 · lettura 1 min · 2291 letture

Zenith

Carla Colombo 281 poesie pubblicate
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Voglio restar mia - sola tra lacrime sole - genuflessa al mio io vacillante nella tormenta Nuda nella neve scalza affondo tra fredde coltri di gelido passato, persa tra perdute impronte Voglio, oh sì, voglio abbracciare i miei demoni, ammansir fauci interne, dissipar plumbei affanni E allora - tu – indivisibile ormai lontano, lascia la mia anima di vita infranta! Ho stracciato la bozza di ciò che ero inginocchiata all’altare del nostro noi rinnegato, breve innesto illusorio senza incorruttibile futuro prigione d’alma ghermita affrancata dall'eco di fotografia strappata - straziante zenith di tristezza - brina di bruma dentro Ed ora inquieta vago nel fuoco della neve, schiaffi di cristalli sul viso, ermellino argenteo nascondo con cura la mia tana, nel turbine di anni in cenere rigenero nuova linfa Croce di lugubre lamento bramo eternità perfetta, orgasmo forestiero a rinvigorir vital desìo Indomita ancella oltre ghiacci transitori attendo cavalier senz’armi che di vergine essenza affreschi fiammanti colori ...invisibile possibile di altra me sconosciuta!
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Commenti (4)

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zani carlo4 dicembre 2015

Una profonda introspezione... che parla di dolore e che racconta di come si preferisca rimanere soli a soffrire per se stessi piuttosto che continuare nei ricordi di un sentimento andato ormai... E si utilizzano molte immagini appunto per ribadire questo concetto.

Cristiano De Marchi4 dicembre 2015

Non si scopriranno mai nuovi oceani fin quando non si avrá il coraggio di perdere di vista la spiaggia...

Alberto De Matteis4 dicembre 2015

Immagini suggestive ed intense da cui traspare con macroscopica evidenza solitudine, stanchezza e tanta delusione a causa di un doloroso distacco, da cui sembrerebbe difficile se non impossibile poter uscire. La "Spes sit semper ultima dea". E presto occorre rigenerarsi di nuova linfa. Versi di sempre profonda ed intensa introspezione.

Carlo Baroni5 dicembre 2015

la poetessa, suggestiva come sempre, tratta con profonda originalità il tema della solitudine interiore, come se uno strato di invisibile esistere le impedisse di comunicare il suo vero io. poesia apprezzatissima e condivisa. , inutile dirlo.