Votato a Phelon

E dentro me c’è il vento della morte
il nero mio piacere della sorte
che sradica la vita con la rabbia
di chi nasconde il capo nella sabbia.
E dentro me non trovi che tormenti
niente rimorsi né ripensamenti
votati a sgominare il bene occulto
col vuoto marginale di un insulto.
E dentro ancora il calco di un abiuro
predestinato a tutti ve lo giuro
col sangue marcio intriso di una vita
dal cielo e dai tuoi sogni ormai bandita.
E dentro ancora il male acceso e inferto
il dubbio più dannato mai scoperto
votato a questo fuoco che si arrende
a Phelon che mi chiama e mi pretende.
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Commenti (1)
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S
Sabyr5 dicembre 2015
Un'oscurità affascinante resa con una musicalità e una teatralità seducenti, cattura l'attenzione del lettore dalla prima all'ultima parola con una chiusa inquietante e un alone di mistero che pervade l'opera. Molto apprezzata.